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	<title>Sud si gira &#187; Sicilia</title>
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	<description>Cinema, tv e territorio</description>
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		<title>&#8220;Makari&#8221;: torna su Raiuno la serie con Claudio Gioè</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 11:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1696" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-6.jpg"><img class="wp-image-1696 size-medium" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-6-300x199.jpg" alt="Makari 6" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Claudio Gioè e Domenico Centamore</p></div>
<p style="text-align: justify;">Leggerezza sì, ma mantenendo la profondità di temi, senza superficialità: è così che produttori, cast e registi illustrano, in conferenza stampa, una delle caratteristiche di <strong>“Makari”</strong>, la serie tv giunta alla terza stagione, che andrà in onda, a partire da <strong>domenica 18 febbraio, </strong>su<strong> Raiuno</strong>. La leggerezza, la favola, che passa attraverso una <strong>Sicilia</strong> da scoprire nei suoi luoghi più particolari è l’essenza di questo prodotto, secondo la direttrice di <strong>Rai Fiction</strong>, <strong>Maria Pia Ammirati</strong>. Ma, senza dimenticare, aggiunge il produttore <strong>Carlo Degli Esposti</strong>, “gli stilemi del nostro lavoro, i capisaldi della nostra linea, con l’approfondimento e il desiderio di lasciare qualcosa di positivo”. &#8220;In questi anni &#8211; aggiunge &#8211; è stato raccontato il male in tutti i modi possibili. <strong>Palomar </strong>si vanta di non aver mai percorso quella strada e si trova in buona salute senza averla percorsa”.</p>
<div id="attachment_1697" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-10.jpg"><img class="size-medium wp-image-1697" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-10-300x200.jpg" alt="Ester Pantano" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Ester Pantano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Leggerezza, ma mai superficialità, &#8220;restando sempre onesti sul racconto dei sentimenti&#8221;, gli fa eco <strong>Monica Vullo</strong>, nuova regista della serie insieme a <strong>Riccardo Mosca</strong>, il quale, come espresso da Degli Esposti, evidenzia anche la bellezza dei luoghi, la ricerca di posti magari televisivamente inediti: da Mazzara a Palermo, passando per Favignana, Gibellina, con scene girate nel Cretto di Burri. Una Sicilia “divisa tra antico e nuovo, un viaggio dell’anima”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è il protagonista, <strong>Claudio Gioè</strong>, a sottolineare entrambi gli aspetti: la leggerezza non vista come semplicità, ma qualcosa che va conquistato, “è faticosa, bisogna lavorarci”. E, in questo, la scrittura è determinante: <strong>Gaetano Savatteri</strong>, l’autore dei romanzi da cui è tratta la serie, ha trovato &#8211; aggiunge l’attore, evidenziando un concetto che ha rimarcato fin dalla prima stagione &#8211; una chiave fondamentale per raccontare una Sicilia che cerca di togliersi di dosso gli stereotipi, per rilanciare una Sicilia contemporanea e scintillante di meraviglia, che andrebbe preservata, curata e messa in mostra per le future generazioni”.</p>
<div id="attachment_1698" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-9.jpg"><img class="size-medium wp-image-1698" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-9-300x200.jpg" alt="Antonella Attili" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Antonella Attili</p></div>
<p style="text-align: justify;">È la Sicilia di Saverio Lamanna, giornalista e scrittore, ritornato nella sua terra e spesso alle prese con casi polizieschi. Accanto a lui, ancora una volta, il mitico Piccionello, l’amico interpretato da <strong>Domenico Centamore</strong>, e la fidanzata Suleima, ovvero <strong>Ester Pantano</strong>. Nonchè Marilù, la proprietaria del ristorante in riva al mare, ma anche confidente di Lamanna; in questo ruolo ritroviamo <strong>Antonella Attili</strong>, che, in merito al suo personaggio, afferma: “per la prima volta una donna sola non triste, imprenditrice, un’immagine molto positiva. E’ sorprendente l’evoluzione del personaggio: sempre punto di riferimento per Saverio, questa volta sarà lui ad aiutarla in un momento un po’ complicato”. Sì, perchè uno dei temi delle quattro puntate di questa stagione sarà quello dei sentimenti, del ritorno di ex e della gelosia.</p>
<div id="attachment_1699" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-11.jpg"><img class="size-medium wp-image-1699" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-11-300x200.jpg" alt="Tuccio Musumeci e Claudio Gioè" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Tuccio Musumeci e Claudio Gioè</p></div>
<p style="text-align: justify;">E protagonisti di queste storie sentimentali saranno anche le due new entry, Michela e Giulio, i cui ruoli saranno ricoperti da<strong> Serena Iansiti</strong> ed <strong>Eugenio Franceschini</strong>, mentre personaggi fondamentali della serie saranno ancora il vice questore e il padre di Lamanna, ovvero <strong>Filippo Luna</strong> ed il grande <strong>Tuccio Musumeci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una terza serie più matura, con un protagonista ironico nel quale Gioè non ha paura di restare imbrigliato, anzi: “ma magari, imbrigliatemi pure!”.</p>
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		<title>Presentato il film &#8220;Sciacca &#8211; Un sogno fatto in Sicilia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2022 12:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Gerini]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato lo scorso giovedì, nel corso di una conferenza stampa, il film <strong>“Sciacca &#8211; Un sogno fatto in Sicilia”</strong>: “cifra distintiva del progetto, la volontà di narrare una Sicilia diversa, lontana dagli stereotipi, ma anche la volontà di regalare al pubblico il “sogno” cui fa riferimento il titolo del film. Sogno che coniuga la bellezza dei luoghi con l’accoglienza della terra di Sicilia, in cui, come avviene nella trama del film, tutto sembra ricomporsi e riacquistare la giusta dimensione di una realtà vera che traduce i sogni di ciascuno dei protagonisti, divenendo “salvifica” per tutti. Concetto ribadito più volte nella conferenza stampa”: introdotti dal giornalista <strong>Marco Bonardelli</strong>, sono intervenuti il produttore americano <strong>Adam Leipzig</strong> (premio Oscar per film come “L’attimo fuggente” e vincitore di prestigiosi riconoscimenti come Golden Globe, Bafta ed Emmy),  la regista <strong>Michela Scolari</strong> e il numeroso cast, con <strong>Lilly Englert (<em>nella foto</em>), Claudia Gerini, Francesco Leone e Ivo Romagnoli</strong> (anche produttore esecutivo con Leipzig e Scolari), <strong>Rocco Ancarola</strong>.  Si è parlato di genesi del film con la regista, “che ha raccontato il lungo e meticoloso lavoro di ricerca su storia e tradizioni popolari siciliane, non trascurando di intervistare le persone del luogo per avere conferma diretta dei suoi studi”.  ”Sono stata dottore di ricerca e studiosa in Comparatistica  &#8211; Tradizione e Innovazione: Letteratura, Teatro, Cinema &#8211; della Columbia University di New York &#8211; ha dichiarato &#8211; Da sempre, il mio focus è sul romanzo e sul cinema europeo e americano di matrice italiana, e il mio studio si è incentrato spesso sul rapporto tra i personaggi “stranieri” e l’Italia, intesa come personaggio vero e proprio. Quello che ho fatto per Sciacca è stato un lavoro atipico soprattutto di questi tempi, ma si è sempre fatto su film di qualità, ossia ricercare meticolosamente e a lungo prima di scrivere la sceneggiatura. Ho voluto un racconto che parlasse della realtà vera della Sicilia, in omaggio al verismo di Verga per restituire a questa bella terra ciò che le è stato tolto da vicende negative, che hanno dato luogo a pregiudizi e stereotipi. La Sicilia è terra di grandi scrittori e illustri letterati. Non è un caso che il sottotitolo del film, “Un sogno fatto in Sicilia”, sia una citazione da “Candido” di Leonardo Sciascia”.<br />
<strong>Lilly Englert</strong>, protagonista nei panni di Mia, si è soffermata sul suo personaggio: “Mia è un’attrice che vive a New York e ha avuto un grande successo quando era adolescente, ma ora non lavora più e si è un po’ persa e ha un privato difficile da gestire. Un giorno finisce a Sciacca da sola dove incontra Nino e attraverso l’amore per questo ragazzo, per il luogo, le cose semplici, capisce cosa conta davvero nella vita. Questo film è speciale perché parla dell’amore fra due persone ma anche di come un luogo può salvare e la Sicilia veramente salva“.<br />
Nel ruolo di Nino, <strong>Francesco Leone</strong>: “E’ stata la realizzazione di un sogno per me lavorare in questo film e adoro da sempre Claudia Gerini. Il mio personaggio, Nino, è il classico artista che ha ereditato dal padre il mestiere dello scultore e, nonostante sia cercato e amato dalle ragazze, sogna una famiglia classica, con figli, cani e gatti. Quando si allontana da Sciacca è sempre per tornare, molto legato alle sue radici. In Mia forse riconosce il grande amore che ha sempre cercato”.<br />
<strong>Ivo Romagnoli</strong> veste i panni di Phil: “E’ il fratello di Nino, nonché suo alter ego, che dal piccolo mondo di provincia ha sempre preso le distanze per andare a inseguire il padre a New York, dove adesso vive ed è diventato uno dei finanzieri più importanti di tutta Wall Street. Il mio personaggio è abituato a vincere, ma vincerà anche nel contendere al fratello le attenzioni di Mia?”.<br />
“Tutte le volte che vengo in Sicilia mi sento a casa e questo progetto l’ho visto nascere”, ha affermato <strong>Claudia Gerini</strong>, che nel film ha il ruolo di Francesca. “Mi sono appassionata a questa storia, a questo viaggio nella memoria che è un viaggio che cambia tutti i personaggi del film.  Ognuno di loro è alla ricerca di se stesso. Quando ho letto la sceneggiatura ho notato come diventasse sempre più siciliana, e mi è piaciuto questo processo di sicilianizzazione. Per il ruolo della figlia di Francesca mi hanno chiesto se conoscessi una ragazzina che potesse interpretarla ed ho risposto che ce l’avevo in casa. Così mia figlia Linda Zampaglione è stata scelta per esserlo anche nel film. Il mio personaggio è Francesca, una donna ricca per aver fatto un buon matrimonio, che però al momento della storia è in crisi. Riuscirà L’aria di Sciacca a salvare anche il suo rapporto col marito?”.<br />
“Il produttore siciliano <strong>Antonio Chiaramonte</strong>, vincitore di due premi alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2020 come miglior produttore internazionale e nel 2021 come miglior film con “Lupo Bianco”, ha confermato che l’esperienza sul set è stata vivificante, addirittura elettrizzante”.<br />
Il film è stato girato tra <strong>New York, Agrigento, nella splendida Valle dei Templi, e Sciacca</strong>. Vincitore del bando della Sicilia Film Commission, che ne supporta la realizzazione, è una co-produzione fra le società statunitensi Credential Media Venture ed Entertainment MediaPartners di Adam Leipzig e le italiane FilmIn’Tuscany, Tramp Limited e Tilt Production.<br />
Entertainment MediaPartners distribuirà “Sciacca” nel resto del mondo col titolo internazionale “Sicilian Holiday”. La distribuzione italiana sarà curata da Rai Cinema.</p>
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		<title>Tv e territori (del sud): una nuova tendenza che ha già 20 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 18:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Periodicamente si riaccendono i fari sulla tendenza, o meglio sul rinnovato rapporto sinergico <strong>cinema/serie tv-territori</strong>, in particolare <strong>territori del sud</strong>. Una nuova tendenza che ha già 20 anni, potremmo dire (e con cognizione di causa, dato che proprio da oltre 20 anni ne parliamo, scrivendone, ricercando, dando vita a libri ed anche a questo sito, il primo portale dedicato alle serie tv ed ai film girati al sud): certo, l&#8217;attenzione oggi riemerge, grazie a due serie ambientate a <strong>Napoli</strong>, nate da libri di <strong>Maurizio De Giovanni</strong>, ed andate in onda contemporaneamente su <strong>Raiuno (&#8220;Il commissario Ricciardi&#8221;, girato tra Napoli e Taranto, e &#8220;Mina Settembre&#8221;)</strong>; ed anche perchè tante altre serie si stanno girando a Napoli (solo per citarne una, &#8220;<strong>L&#8217;amica geniale&#8221;)</strong>. Non solo: un film ambientato a <strong>Bari, &#8220;La vita davanti a sé&#8221;,</strong> interpretato da <strong>Sophia Loren</strong>, ha avuto la nomination ai <strong>Golden Globe</strong>, mentre sul piccolo schermo arriva <strong>&#8220;Lolita Lobosco&#8221;</strong>, la nuova fiction ambientata in <strong>Puglia.</strong> In Sicilia, inoltre, è stata girata <strong>&#8220;Makari&#8221;,</strong> la serie che si pensa possa esserne degna erede di <strong>Montalbano</strong>, che ha reso l&#8217;isola protagonista sul piccolo schermo. Insomma, una tendenza che, più che essere riemersa in questi mesi, in realtà non è mai scemata proprio da 20 anni a questa parte.</p>
<p>E tutto ciò, come sottolineiamo da tempo, accade per vari motivi, non solo legati alla bellezza dei territori (che c&#8217;è sempre stata), o alla complessità dei territori stessi: o meglio, questa complessità è legata al sapere unire aspetti differenti anche a livello paesaggistico, storico, culturale, che consente ai territori di proporsi nella loro identità, ma anche universalità. E, soprattutto, questo consente loro anche di <strong>non essere soltanto sfondi, set, cartoline</strong>, ma di <strong>diventare protagonisti del racconto</strong>. Di far nascere, in alcuni casi, il racconto proprio dal territorio: <strong>il territorio diviene linguaggio</strong>. Senza contare il fatto &#8211; ed è una caratteristica che appartiene alla nostra produzione audiovisiva &#8211; che la maggior parte delle serie tv hanno una <strong>derivazione letteraria</strong>: in particolare, nascono da autori del sud, che il sud hanno raccontato, descritto, reso protagonista, come narrazione paradigmatica di tutto un Paese. E poi, c&#8217;è da contare anche il ruolo delle <strong>Film Commission</strong>, propulsore nell&#8217;attrarre produzioni e, dunque, creare indotto nei territori stessi.</p>
<p>Dunque, molti fattori che fanno parlare, da 20 anni e sempre più, di una <strong>tendenza &#8220;sud, si gira&#8221;</strong>!</p>
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		<title>I 20 anni del Commissario Montalbano: la serie che ha cambiato la tv</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 15:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Cineturismo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dal 1999 la tv non è più la stessa. Dal 1999 la fiction è cambiata. Ed è un dato innegabile: il Commissario Montalbano compie vent&#8217;anni, anni in cui ha innovato, rivoluzionato il concetto di fiction, introducendo anche un nuovo concetto, quello di cineturismo. Già con altre serie, a partire da &#8220;Un posto al sole&#8221;, il [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1999 la tv non è più la stessa. Dal 1999 la fiction è cambiata. Ed è un dato innegabile: il <b>Commissario Montalbano compie vent&#8217;anni</b>, anni in cui ha innovato, rivoluzionato il concetto di fiction, introducendo anche un nuovo concetto, quello di cineturismo. Già con altre serie, a partire da &#8220;Un posto al sole&#8221;, il legame tra tv e territorio si era rinsaldato, portando ad un rinnovato interesse nei confronti dei luoghi in cui queste fiction sono state ambientate; ma è con Montalbano che il fenomeno esplode anche a livello internazionale. Per la prima volta, durante un convegno, sentii raccontare, dall&#8217;allora direttore di Raiuno, di chiamate che arrivavano alla Rai per sapere dove questa serie venisse girata, con richieste perfino dalla penisola scandinava! Era come l&#8217;aprirsi di un mondo, quella internazionalizzazione oggi tanto sbandierata, ma in realtà iniziata &#8211; e proseguita con la vendita di questo prodotto in ben 60 paesi &#8211; proprio con le avventure di questo personaggio insolito per la tv italiana.</p>
<p>Non che la televisione fosse nuova a racconti di commissari e investigatori di ispirazione letteraria: ma sulle reti generaliste non era mai apparso un personaggio così sfaccettato, apparentemente burbero, ma umano, capace di aggirare le regole per difendere gli ideali di giustizia, imperfetto, ma granitico nelle sue convinzioni. E non per questo immobile in questa costruzione: a chi oppone a questo successo la critica di una eccessiva caratterizzazione dei personaggi, la risposta è da ricercare invece in una evoluzione, una crescita che però non distrugge l&#8217;essenza del personaggio, cosa che d&#8217;altra parte avviene in tutte le serie, a partire da quelle &#8211; osannate &#8211; americane: con la differenza che qui, pur restando il personaggio un iconico punto di riferimento per lo spettatore (come deve essere), nella sua letterarietà evolve, matura, cresce. Fermo restando che si tratta comunque di piccoli film, ovvero di episodi che possono essere presi a sè stante, senza una consequenzialità di narrazione orizzontale, tranne per qualche particolare (ad esempio la storia di Francois, il piccolo migrante adottato poi dalla sorella di Mimì, o quella che poi porterà lo stesso Mimì al matrimonio).</p>
<p>Anche questa costruzione narrativa è una novità. Così come il tentativo di trasporre un nuovo linguaggio letterario, una lingua quasi inventata da Camilleri, in linguaggio televisivo. E ancora, la perfetta unione tra sceneggiatura, location, regia e musica, che si incastrano creando un unicum, piccoli film, appunto, in cui tutto funziona fin nel più piccolo particolare. Un successo creato con attori all&#8217;epoca poco noti al grande pubblico, provenienti dal mondo teatrale, come succedeva agli albori della Rai (e come continua adesso, con guest star o interpreti di episodi che sono grandi protagonisti del teatro italiano, ad esempio Pia Lanciotti); senza contare l&#8217;utilizzo di decine di grandi attori siciliani, nei ruoli di contorno o nei camei, bravissimi professionisti che hanno avuto la ribalta che meritavano.</p>
<p>E poi la <strong>Sicilia</strong>: una Sicilia televisivamente inedita, in alcuni casi fuori dai circuiti turistici, che si riscopre e viene riscoperta, che acquista una sua valenza nella storia pur essendo completamente diversa dalla Sicilia descritta nei romanzi. Ma diviene la Sicilia di Montalbano ed è strettamente legata al racconto, inscindibile dall&#8217;essenza, dalla personalità del Commissario, dell&#8217;uomo. Non è folklore, non è oleografia, non è cartolina: è un elemento del racconto, linguaggio cinematografico, è luogo catartico, è motore dell&#8217;azione, è salvezza e mistero, crea il sentimento della storia, ben oltre l&#8217;emozione o la suggestione. Per la prima volta un territorio (più territori in realtà, come è noto) diventa vero protagonista in tv. E oltre lo schermo, divenendo meta di turisti da ogni parte del mondo, alla ricerca dei luoghi di Montalbano e forse di una storia, di un universo in cui immergersi. Come affermato dalla direttrice di Raifction in un&#8217;intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, <strong>Eleonora Andreatta</strong>, &#8220;è questo il gioco vincente della fiction: esaltare, attraverso un patrimonio fortemente identitario e connotato sul piano storico, culturale e ambientale, un sentimento narrativo universale, capace di portare il nostro prodotto in tutto il mondo&#8221;.</p>
<p>Montalbano è, dunque, tutto questo e anche molto altro: è innovazione, è cultura, è recitazione di livello, è prodotto di qualità, è immediatezza e popolarità che incontrano il racconto alto, è strumento di narrazione della realtà e superamento degli stereotipi. Insomma, da 20 anni &#8211; molto prima di amiche geniali o serie tutto sesso e violenza &#8211; la tv non è più la stessa: grazie a Montalbano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it/i-20-anni-del-commissario-montalbano-la-serie-che-ha-cambiato-la-tv/">I 20 anni del Commissario Montalbano: la serie che ha cambiato la tv</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it">Sud si gira</a>.</p>
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		<title>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 14:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica. Oltre gli stereotipi. Ai David 2018 è il trionfo soprattutto di Napoli e della Calabria. E&#8217; il trionfo della Napoli di &#8220;Ammore e malavita&#8221;, che guarda anche alle contraddizioni, agli stessi stereotipi ribaltandoli, utilizzando la bellezza in una chiave catartica, riscoprendola e inquadrandola sotto aspetti nuovi. E, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica. Oltre gli stereotipi.</p>
<p>Ai <strong>David 2018</strong> è il trionfo soprattutto di <strong>Napoli </strong>e della <strong>Calabria.</strong></p>
<p>E&#8217; il trionfo della Napoli di <strong>&#8220;Ammore e malavita&#8221;,</strong> che guarda anche alle contraddizioni, agli stessi stereotipi ribaltandoli, utilizzando la bellezza in una chiave catartica, riscoprendola e inquadrandola sotto aspetti nuovi. E, per favore, non chiamatelo &#8220;semplicemente&#8221; musical: il film dei <strong>Manetti</strong> è creatività, innovazione e cinematografia allo stato puro, a 360 gradi, è un modo di fare cinema nuovo &#8211; appunto &#8211; per l&#8217;Italia, ma che è profondamente italiano, come gli stessi registi &#8211; che non sono del sud, ma nessuno se ne accorge &#8211; rivendicano, criticando il vezzo di guardare sempre oltreoceano, verso stili di racconto che non ci appartengono.</p>
<p>E&#8217; la vittoria della Napoli della grande creatività: quella di <strong>&#8220;Gatta Cenerentola&#8221;</strong>, frutto di un lavoro interamente realizzato in questa città, da autori napoletani, con musicisti napoletani. Un film, non &#8220;solo&#8221; un film d&#8217;animazione, come sottolineato dai registi al momento della premiazione, ringraziando <strong>l&#8217;Accademia dei David</strong> proprio per aver inserito l&#8217;opera tra i migliori film. Un grande orgoglio, come ci aveva detto uno degli autori, <strong>Marino Guarnieri</strong>, intervenendo &#8211; lo scorso dicembre &#8211; , in qualità di giurato, <strong>al Pentidattilo Film Festival</strong>.</p>
<p>E&#8217; la vittoria della Napoli della bellezza che conquista, che inebria, di <strong>&#8220;Napoli velata&#8221;,</strong> o della Napoli dei quartieri storici, della antica e nuova architettura, il cuore della città, che emerge ne <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;. </strong></p>
<p>E&#8217; anche la vittoria degli artisti napoletani, che sul palco riescono a commuovere: le lacrime di un gigante, come <strong>Renato Carpentieri</strong>, un grande del teatro, ma anche della tv (indimenticabile il suo Valerio Cafasso in quel gioiello della serialità televisiva che è stato <strong>&#8220;La squadra&#8221;</strong>) e del cinema, che con <strong>Gianni Amelio</strong> ha saputo valorizzarlo. Un grande che, ritirando il premio, non ha paura di usare una parola bellissima come &#8220;tenerezza&#8221; e di parlare della necessità di rischiare, chiamando a lavorare i tanti attori bravi che esistono in Italia. Come <strong>Serena Rossi</strong>, altra eccellenza napoletana, poliedrica, emozionata ed emozionante, personaggio dell&#8217;anno, a nostro parere, sia in campo cinematografico che televisivo (non parliamo di rivelazione, perchè per noi è già una certezza, da tempo).</p>
<p>Ma è la vittoria anche della <strong>Calabria</strong>, di chi lavora in questo campo, dei giovani che cercano di portare sul grande schermo la loro creatività, come <strong>Alessandro Grande</strong>, vincitore del <strong>premio per il miglior cortometraggio</strong> con <strong>&#8220;Bismillah&#8221;,</strong> o di chi ha scelto di vivere in Calabria e di raccontarla, come <strong>Jonas Carpignano</strong> che con <strong>&#8220;A Ciambra&#8221;</strong> ha conquistato il premio per la regia e per il montaggio. Una vittoria che ha dedicato a Gioia Tauro, dove ha girato il film: un&#8217;opera che non è documentario, anche se dal taglio realistico, ma visto con l&#8217;occhio di un giovane grande autore, che sa filmare come pochi altri. Una vittoria che è anche quella del <strong>progetto Lu.Ca.,</strong> ovvero della sinergia tra <strong>Calabria Film Commision e Lucana Film Commission</strong>, che ha sostenuto il film.</p>
<p>Ai David vince anche un film realizzato in <strong>Sicilia:</strong> premiato per la migliore sceneggiatura non originale <strong>&#8220;Sicilian Ghost Story&#8221;</strong> dei registi <strong>Antonio</strong> <strong>Piazza e Fabio Grassadonia, </strong>già vincitore al Sundance.</p>
<p>Insomma, il sud è sempre più protagonista: non una nuova tendenza &#8211; come oggi sembrano sottolineare tanti giornali, scoprendo improvvisamente la creatività di questi territori &#8211; bensì una tendenza che continua, da oltre 15 anni; una tendenza che cresce, sicuramente, forse più nella visibilità che nella creatività, che c&#8217;è sempre stata e che va soltanto scoperta e valorizzata. Sempre più. Con i premi, ma anche oltre i premi.</p>
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		<title>Il sud protagonista ai David di Donatello</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 16:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Forse mai come quest&#8217;anno <strong>il sud è protagonista al cinema</strong>: e, ad attestarlo, arrivano le candidature al <strong>premio David di Donatello</strong>. <strong>Napoli </strong>svetta sugli altri luoghi, ma anche la <strong>Calabria</strong> è molto presente, così come la <strong>Sicilia.</strong></p>
<p>Ciò che salta subito agli occhi è la quasi totalità di opere girate al sud (4 su 5), presenti tra i candidati come migliore film: a partire da <strong>&#8220;A Ciambra&#8221;, di Jonas Carpignano</strong>, girato in <strong>Calabria</strong>, passando poi per il divertentissimo e geniale <strong>&#8220;Ammore e malavita&#8221;,</strong> che trasferisce sul grande schermo una visione dei luoghi come fonti di bellezza e riscatto; e per lo straordinario <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;,</strong> girato, in una <strong>Napoli </strong>altrettanto inedita, dal regista calabrese <strong>Gianni Amelio</strong>. Per la prima volta, poi, un film di animazione viene candidato come miglior film: <strong>&#8220;Gatta Cenerentola&#8221;,</strong> opera interamente realizzata a Napoli, inserita già nella short list per le candidature all&#8217;Oscar come miglior film di animazione. Complessivamente, questo film ha ottenuto 7 candidature ai David, mentre &#8220;La tenerezza&#8221; ne ha ottenute 8 (tra cui quella per il migliore attore, per la grande prova di <strong>Renato Carpentieri</strong>), &#8220;A Ciambra&#8221; 7, mentre &#8220;Ammore e malavita&#8221; guida la &#8220;classifica&#8221; delle maggiori candidature, con 15. Seguito da un altro film girato al sud: <strong>&#8220;Napoli velata&#8221;, di Ferzan Ozpetek</strong>, che di candidature ne ha guadagnate 11.</p>
<p>Ma la presenza del sud ai David non si ferma qui: parlavamo, infatti, della <strong>Sicilia</strong>, che è presente con <strong>&#8220;Sicilian Ghost Story&#8221;, di Piazza e Grassadonia </strong>(3 candidature) e con <strong>&#8220;Malarazza&#8221;</strong> (candidato per la migliore fotografia).</p>
<p>E poi ancora <strong>Calabria</strong>, che si aggiudica già un David: parliamo del premio per il <strong>migliore cortometraggio</strong>, assegnato a <strong>&#8220;Bismillah&#8221;,</strong> del regista catanzarese <strong>Alessandro Grande. Un&#8217;opera sostenuta (così come &#8220;A Ciambra&#8221;, in questo caso nell&#8217;ambito del progetto Lu.Ca, che vede la sinergia con la Lucana Film Commssion), dalla Calabria Film Commission. </strong></p>
<p>Soddisfazione è stata espressa dal <strong>Presidente della Fondazione Calabria Film Commission, Giuseppe Citrigno,</strong> che ha dichiarato: &#8220;Dopo gli ottimi risultati ottenuti nelle ultime edizioni di Cannes, Venezia e i Globi d&#8217;Oro arriva la notizia di un&#8217;edizione dei David di Donatello in cui la Calabria è protagonista&#8221;. E aggiunge: &#8220;Fin dalle prime battute del nuovo corso della Fondazione abbiamo deciso di puntare sui nostri giovani autori. Abbiamo selezionato progetti di altissima qualità, opere girate sui nostri territori che registrano, poi, il favore della critica e conquistano prestigiosi riconoscimenti nelle kermesse internazionali. Dopo la candidatura italiana all&#8217;Oscar e il successo a Cannes di Jonas Carpignano; il Globo d&#8217;Oro di Penalty di Iuliano e del Padre d&#8217;Italia di Fabio Mollo, arriva il David per Alessandro Grande. Grazie a questa scuderia di nuove e talentuose leve, non ho alcun dubbio che la Calabria finalmente guadagnerà un ruolo da protagonista nel cinema italiano. Le potenzialità ci sono tutte&#8221;.</p>
<p>“Bismillah” &#8220;è una produzione nata a Catanzaro e che vede coinvolto lo stesso regista insieme alla Indaco Film di Luca Marino, con il supporto della Fondazione Calabria Film Commission e del Comune di Catanzaro. Dopo il suo corto d&#8217;esordio, “Margerita” (2013, 78 premi in tutto il mondo e candidato ai Nastri d&#8217;Argento), Alessandro Grande affronta il dramma dell’emigrazione attraverso lo sguardo della piccola Samira, una tunisina di 10 anni che vive illegalmente in Italia con suo padre e suo fratello e che si troverà ad affrontare, da sola, un problema più grande di lei&#8221;.</p>
<p>“Bismillah è una storia di amore e fratellanza – spiega Alessandro Grande – che ho cercato di raccontare attraverso la ricerca dei piccoli gesti quotidiani fondamentali per riuscire a convivere con il ricordo della sofferenza e tenere viva la fiamma della speranza”.</p>
<p>Il corto sarà, inoltre, proiettato all&#8217;interno delle giornate del <strong>Festival Aurora a Crotone, martedì 27 marzo, nella Sala Raimondi, </strong>Festival patrocinato dalla Fondazione Calabria Film Commission.<strong>   </strong></p>
<p>Insomma, forse mai come quest&#8217;anno, è proprio tendenza &#8220;sudsigira&#8221;!</p>
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		<title>Candidatura italiana agli Oscar: tanto sud tra i 14 film iscritti alla selezione</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 10:18:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dalla Campania de &#8220;La Tenerezza&#8221; (e non solo), alla Calabria di &#8220;A ciambra&#8221;, alla Sardegna de &#8220;La stoffa dei sogni&#8221;: c&#8217;è tanto sud tra i 14 film iscritti alla selezione per scegliere il candidato italiano agli Oscar. Un sud che sta vivendo una grande stagione, con un crescente interesse da parte delle produzioni cinematografiche. Ciò [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it/candidatura-italiana-agli-oscar-tanto-sud-tra-i-14-film-iscritti-alla-selezione/">Candidatura italiana agli Oscar: tanto sud tra i 14 film iscritti alla selezione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it">Sud si gira</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla <strong>Campania</strong> de <strong>&#8220;La Tenerezza&#8221;</strong> (e non solo), alla <strong>Calabria</strong> di <strong>&#8220;A ciambra&#8221;, </strong>alla <strong>Sardegna</strong> de <strong>&#8220;La stoffa dei sogni&#8221;:</strong> c&#8217;è <strong>tanto sud</strong> tra i <strong>14 film iscritti alla selezione</strong> per scegliere il <strong>candidato italiano agli Oscar.</strong> Un sud che sta vivendo una grande stagione, con un crescente interesse da parte delle produzioni cinematografiche. Ciò si può notare anche nell&#8217;elenco dei film iscritti alla selezione, che poi porterà alla scelta del candidato italiano, che parteciperà alla selezione per le nomination al miglior film straniero.</p>
<p>Tra i 14, dunque, alcune tra le opere più premiate dell&#8217;anno, ma anche giovani autori e interessanti sorprese di questa stagione. E molto sud, come si diceva: a cominciare da <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;,</strong> girato dal calabrese <strong>Gianni Amelio</strong> in una <strong>Napoli</strong> insolita, rarefatta e affascinante; e ancora <strong>Campania</strong> ne <strong>&#8220;L&#8217;equilibrio&#8221; di Vincenzo Marra</strong> e nel film di animazione interamente realizzato a <strong>Napoli &#8220;Gatta Cenerentola&#8221; (firmato da </strong><strong>Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone)</strong><strong>.</strong> Quindi, la <strong>Calabria</strong> di <strong>&#8220;A ciambra&#8221; di Jonas Carpignano; </strong>la<strong> Puglia</strong> de <strong>&#8220;La vita in comune&#8221; di Edoardo Winspeare</strong> (e un po&#8217; di Puglia è presente anche in <strong>&#8220;Ho amici in paradiso &#8221; di Fabrizio Maria Cortese</strong>; la <strong>Sicilia</strong>, con <strong>&#8220;L&#8217;ora legale&#8221;, di Ficarra e Picone</strong>, ma anche con <strong>&#8220;Sicilian Ghost Story&#8221; di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia </strong>(e anche <strong>&#8220;L&#8217;ordine delle cose&#8221; di Andrea Segre</strong> è stato girato in parte nell&#8217;isola); e la <strong>Sardegna</strong>, con uno dei film &#8220;rivelazione&#8221; di quest&#8217;anno, ovvero <strong>&#8220;La stoffa dei sogni&#8221; di Gianfranco Cabiddu. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Da Martone a Mezzapesa: i nuovi set aperti al sud</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Aug 2017 17:16:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sud sempre più protagonista anche della prossima stagione cinematografica: tra i set aperti in queste settimane o che si apriranno nelle prossime, infatti, molti hanno come location città della Campania, della Sicilia, della Puglia e della Calabria. Partiamo da quest&#8217;ultima regione: la zona di Palmi tornerà ad ospitare, a settembre, le riprese della serie che [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sud sempre più protagonista anche della prossima stagione cinematografica: tra i set aperti in queste settimane o che si apriranno nelle prossime, infatti, molti hanno come location città della <strong>Campania</strong>, della <strong>Sicilia</strong>, della <strong>Puglia</strong> e della <strong>Calabria</strong>. Partiamo da quest&#8217;ultima regione: la zona di <strong>Palmi </strong>tornerà ad ospitare, a settembre, le riprese della serie che vede come interprete principale <strong>Marco Bocci.</strong> Parliamo della seconda stagione di <strong>&#8220;Solo&#8221;,</strong> la fiction prodotta da Taodue e trasmessa da Canale 5.</p>
<p>Per quanto riguarda produzioni cinematografiche, invece, in <strong>Puglia</strong> sono appena iniziate le riprese del nuovo film di <strong>Pippo Mezzapesa</strong>, <strong>&#8220;Il bene mio&#8221;</strong>: protagonisti <strong>Sergio Rubini, Dino Abbrescia, Teresa Saponangelo.</strong></p>
<p><strong>Mario Marton</strong>e è, invece, tornato nella sua <strong>Campania </strong>per<strong> &#8220;Capri &#8211; Batterie&#8221;,</strong> set &#8211; per otto settimane &#8211; <strong>nell&#8217;isola azzurra e nel Cilento.</strong> La storia è ambientata nel 1914, l&#8217;Italia sta per entrare in guerra. Una comune di nordeuropei ha trovato a Capri &#8220;il luogo ideale per la propria ricerca nella vita e nell&#8217;arte. Ma l&#8217;isola ha una sua propria e forte identità, che si incarna in una ragazza, una capraia il cui nome è Lucia&#8221;, interpretata da <strong>Marianna Fontana <em>(nella foto)</em></strong>, una delle gemelle protagoniste di <strong>&#8220;Indivisibili&#8221;.</strong> Il film &#8220;narra l&#8217;incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto)&#8221;. Ma protagonista è, naturalmente, anche Capri, &#8220;un&#8217;isola unica al mondo, la montagna dolomitica precipitata nelle acque del Mediterraneo&#8221;.</p>
<p>E, infine, la <strong>Sicilia</strong>: a fine settembre inizieranno le riprese de <strong>&#8220;Il casellante&#8221;,</strong> tratto dall&#8217;omonimo romanzo di <strong>Andrea Camilleri</strong>. La regista sarà di <strong>Rocco Mortelliti,</strong> interprete principale <strong>Gerard Depardieu</strong>: il film, ambientato negli anni &#8217;40, sarà girato tra <strong>Enna, Selinunte e Scicli</strong>, che è anche famosa location de <strong>&#8220;Il commissario Montalbano&#8221;.</strong></p>
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		<title>Mostra di Venezia: parte dal sud il &#8220;ritorno al futuro&#8221; del cinema italiano?</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 13:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Antonietta De Lillo]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
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		<category><![CDATA[Enrico Pau]]></category>
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		<category><![CDATA[Manetti Bros]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra del cinema di Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>C&#8217;è tanta Italia, quest&#8217;anno, alla Mostra del Cinema di Venezia: e c&#8217;è soprattutto tanto sud, tanti film girati al sud, anche di autori del sud. Molto presente la Campania, ma anche Calabria, Sicilia, Puglia Basilicata e Sardegna approderanno al Lido. Dunque, se questa Mostra, come affermano gli organizzatori, rappresenta il futuro del cinema e soprattutto [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è tanta Italia, quest&#8217;anno, alla <strong>Mostra del Cinema di Venezia</strong>: e c&#8217;è soprattutto tanto sud, tanti film girati al sud, anche di autori del sud.</p>
<p>Molto presente la <strong>Campania</strong>, ma anche <strong>Calabria, Sicilia, Puglia Basilicata e Sardegna</strong> approderanno al Lido. Dunque, se questa Mostra, come affermano gli organizzatori, rappresenta il futuro del cinema e soprattutto del cinema italiano, potremmo dire che forse questo &#8220;ritorno al futuro&#8221; parte proprio dal sud.</p>
<p>Parlavamo della <strong>Campania: </strong>la regione sarà protagonista, innanzitutto, nel concorso principale, con i <strong>Manetti Bros.</strong> ed il loro film <strong>&#8220;Ammore e malavita&#8221;.</strong> E poi fuori concorso, con <strong>Antonietta De Lillo, con &#8220;Il signor Rotpeter&#8221;</strong>, e in concorso nella sezione &#8220;Orizzonti&#8221; con un film d&#8217;animazione realizzato a Napoli, ovvero la <strong>&#8220;Gatta Cenerentola&#8221; firmata da </strong><strong>Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone</strong><strong>. </strong>Si prosegue con le Giornate degli autori, che vedranno in programma <strong>&#8220;L&#8217;equilibrio&#8221;, di Vincenzo Marra</strong>, mentre la Settimana della Critica propone <strong>&#8220;Veleno&#8221; di Diego Olivares&#8221; e il doc &#8220;Il cratere&#8221;, di Luca Bellino e Silvia Luzi</strong>, per finire con <strong>&#8220;Nato a Casal di Principe&#8221;, di Bruno Oliviero</strong>, per il &#8220;Cinema nel giardino&#8221;.</p>
<p>Un giovane rappresenterà la <strong>Sicilia,</strong> fuori concorso, ovvero <strong>Giovanni Totaro</strong>, autore di <strong>&#8220;Buon inverno &#8211; Happy winter&#8221;</strong>, mentre la <strong>Puglia</strong>, in particolare il Salento, sarà protagonista de <strong>&#8220;La vita in comune&#8221;,</strong> il nuovo film di <strong>Edoardo Winspeare</strong> che parteciperà nella sezione Orizzonti. Proiezione speciale nell&#8217;ambito delle Giornate degli autori, invece, per il cortometraggio che vede <strong>Claudio Santamaria</strong> per la prima volta dietro la macchina da presa, <strong>&#8220;The Millionairs</strong>&#8220;, nato con il sostegno del progetto &#8220;Lu.Ca.&#8221;, che vede l&#8217;azione sinergica della <strong>Calabria Film Commission e della Lucana Film Commsion,</strong> per un&#8217;opera girata nelle due regioni. La <strong>Calabria </strong>sarà presente alla Mostra anche con un altro cortometraggio, <strong>&#8220;Penalty&#8221;, di Aldo Iuliano</strong>, selezionato al concorso &#8220;I love GAI &#8211; Giovani Autori Italiani&#8221;.</p>
<p>Ma anche la <strong>Sardegna</strong> sarà protagonista al Festival, con due cortometraggi: parliamo di <strong>&#8220;Futuro prossimo&#8221;</strong>, di <strong>Salvatore Mereu</strong> (Fuori concorso nella sezione Orizzonti) e de <strong>&#8220;L&#8217;ultimo miracolo&#8221;, di Enrico Pau</strong>, evento speciale della Settimana della Critica (entrambi realizzati con il coinvolgimento degli studenti dell&#8217;Università di Cagliari).</p>
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		<title>Sicilia ancora protagonista in tv con la serie &#8220;Maltese&#8221;, con Kim Rossi Stuart</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 14:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Braccialetti rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Degli Esposti]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Scianna]]></category>
		<category><![CDATA[Kim Rossi Stuart]]></category>
		<category><![CDATA[Palomar]]></category>
		<category><![CDATA[Raifiction]]></category>
		<category><![CDATA[Raiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Trapani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un nuovo commissario si appresta a fare breccia nel cuore degli spettatori televisivi: un personaggio che farà scoprire un&#8217;altra suggestiva parte della Sicilia, dopo Montalbano. Ed è proprio il produttore de &#8220;Il commissario Montalbano&#8221;, Carlo Degli Esposti (produttore anche di &#8220;Braccialetti Rossi&#8221;), a proporre come Palomar, insieme a Raifiction, questa nuova serie, &#8220;Maltese&#8221;, che sarà [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo commissario si appresta a fare breccia nel cuore degli spettatori televisivi: un personaggio che farà scoprire un&#8217;altra suggestiva parte della <strong>Sicilia</strong>, dopo Montalbano. Ed è proprio il produttore de <strong>&#8220;Il commissario Montalbano&#8221;, Carlo Degli Esposti</strong> (produttore anche di <strong>&#8220;Braccialetti Rossi&#8221;</strong>), a proporre come <strong>Palomar</strong>, insieme a <strong>Raifiction,</strong> questa nuova serie, <strong>&#8220;Maltese&#8221;,</strong> che sarà sugli schermi di <strong>Raiuno</strong> a partire da <strong>maggio</strong>.</p>
<p>Protagonista un attore di grande fascino e bravura come <strong>Kim Rossi Stuart <em>(nella foto di Fabrizio Di Giulio)</em></strong>, che torna alla serialità televisiva in questa fiction firmata da <strong>Gianluca Maria Tavarelli</strong>. Quattro episodi, ambientati a <strong>Trapani</strong>, per &#8220;Il romanzo del commissario&#8221;, ovvero le vicende che ruotano attorno alla figura di Dario Maltese.</p>
<p>Insieme a Rossi Stuart, un cast di alto livello: <strong>Rike Shmid, Francesco Scianna, Marco Leonardi, Antonio Milo, Enrico Lo Verso, Paolo Ricca, Roberto Nobile, Rosario Terranova, Claudio Castrogiovanni, Francesco Colella, Filippo Luna, Alessandro Schiavo</strong>, la giovanissima <strong>Cloe Romagnoli</strong> (già apprezzata nel dolcissimo ruolo di Flam in &#8220;Braccialetti rossi&#8221;), un grande del teatro come <strong>Pippo Pattavina</strong>, e la partecipazione di <strong>Eros Pagni, Michela Cescon e Valeria Solarino</strong>. E, come si diceva, la Sicilia, che si preannuncia come un&#8217;altra importante protagonista, così come lo è per &#8220;Il commissario Montalbano&#8221;: basta guardare i promo in onda in questi giorni, infatti, per capire come il territorio non costituirà solo lo sfondo di questa serie, ma ne sarà parte integrante. La storia è ambientata nel 1976, a Trapani, appunto: &#8220;Dario Maltese è fuggito dalla Sicilia molti anni prima, portando con sé un dolore lacerante. Il giorno in cui decide di tornare nella sua città, il suo migliore amico viene ucciso e in quel momento Maltese si rende conto che non è più disposto a chiudere gli occhi sul suo passato e sul futuro della sua terra. Diventa il commissario capo della questura di Trapani, prendendo quello che era il posto dell’amico fraterno scomparso. Inizia per lui un lavoro estenuante.<br />
L’unica gioia della sua vita è Noa, la figlia, con la quale, dopo un periodo di dolorosa lontananza, si ritroverà&#8221;.</p>
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