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	<title>Sud si gira &#187; Raifiction</title>
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	<description>Cinema, tv e territorio</description>
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		<title>&#8220;Una gioielleria di emozioni&#8221;: presentato il film &#8220;Natale in casa Cupiello</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 16:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un &#8220;grande regalo per tutti gli italiani&#8221;, con l&#8217;auspicio e l&#8217;intento di coinvolgere e attrarre i giovani, aspetto che rappresenta &#8220;una medaglia per la Rai&#8221;: così i direttori di Raiuno, Stefano Coletta, e di Raifiction, Maria Pia Ammirati, hanno definito &#8220;Natale in casa Cupiello&#8221;, il film diretto da Edoardo De Angelis ed interpretato da Sergio [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un &#8220;grande regalo per tutti gli italiani&#8221;, con l&#8217;auspicio e l&#8217;intento di coinvolgere e attrarre i giovani, aspetto che rappresenta &#8220;una medaglia per la Rai&#8221;: così i direttori di Raiuno, <strong>Stefano Coletta</strong>, e di Raifiction, <strong>Maria Pia Ammirati</strong>, hanno definito <strong>&#8220;Natale in casa Cupiello&#8221;, il film diretto da Edoardo De Angelis</strong> ed interpretato da <strong>Sergio Castellitto</strong>, che andrà in onda su <strong>Raiuno il 22 dicembre.</strong> La produzione <strong>Picomedia </strong>è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa online. E, in questa occasione, due le notizie che sono scaturite: innanzitutto, il produttore <strong>Roberto Sessa</strong> ha preannunciato che questo film sarà il primo di una <strong>trilogia su Eduardo De Filippo</strong>, sempre con la regia di De Angelis e l&#8217;interpretazione di Castellitto. Il secondo film sarà &#8220;Non ti pago&#8221;, mentre il terzo titolo è in via di definizione.</p>
<p><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/1.M.Confalone-S.Castellitto-A.Pantaleo-P.Turco-A.Milo-A.Lapice-T.Laudadio-@Gianni-Fiorito-01940.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1650" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/1.M.Confalone-S.Castellitto-A.Pantaleo-P.Turco-A.Milo-A.Lapice-T.Laudadio-@Gianni-Fiorito-01940-215x300.jpg" alt="-1.M.Confalone S.Castellitto A.Pantaleo P.Turco A.Milo A.Lapice T.Laudadio - @Gianni Fiorito-01940" width="215" height="300" /></a>Inoltre, <strong>alla nostra domanda</strong> sulla possibilità di programmare su Raiuno anche altri appuntamenti che riguardino il teatro, sia &#8220;di teatro&#8221;, ovvero inteso come rappresentazione, che &#8220;sul teatro&#8221;, quindi come divulgazione e conoscenza, il direttore <strong>Coletta</strong> ha risposto che ci sarà &#8220;un tentativo sincretico per poter impiantare il teatro su Raiuno attraverso un altro genere&#8221;, ovvero &#8220;nell&#8217;intrattenimento pop di Raiuno&#8221; aprire una finestra &#8220;attraverso lo storytelling teatrale, con un personaggio che torna spesso sugli schermi di Raiuno, come Beppe Fiorello&#8221;, ma si pensa anche ad &#8220;altri tentativi in questa direzione da realizzare in primavera&#8221;.</p>
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<p>Tornando al film, <strong>Maria Pia Ammirati</strong> ha affermato che &#8220;più che di una commedia, più che di una fiction, parliamo di un evento. &#8220;Natale in casa Cupiello&#8221; è una grande celebrazione, in occasione dei 120 anni dalla nascita di Eduardo De Filippo e dei 90 anni dalla prima di questa opera teatrale&#8221;. &#8220;Un grande classico, un regalo per tutti gli italiani&#8221;, ha aggiunto la direttrice di RaiFiction, che ha anche sottolineato come si tratti di &#8220;una sfida da servizio pubblico, portare in televisione nel prime time di Rai1 il teatro e in particolare il teatro di Eduardo. E insieme la sfida sul piano del linguaggio, un lavoro affidato al regista Edoardo De Angelis, che non solo conosce Napoli, ma ha dato prova di essere una delle voci più originali del cinema italiano. Infine, una grande interpretazione di Sergio Castellitto e Marina Confalone. Rivisitare il teatro di Eduardo è un impegno dovuto, una memoria da custodire e rinnovare, portando al grande pubblico generalista e alle nuove generazioni l’opera di uno dei caposaldi del novecento teatrale italiano&#8221;.</p>
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<p>&#8220;Guardando questo film, devo dire che ho pensato: questa sarebbe la Raiuno che mi piacerebbe fare sempre&#8221;, ha dichiarato il direttore di Raiuno, <strong>Stefano Coletta</strong>. &#8220;Perchè, al di là dell&#8217;opera che verrà consegnata, spero alla più grande platea possibile, regista e cast hanno avuto la capacità di mantenere altissimo il tirante emotivo di questa storia. Molto onorato che prima di Natale Raiuno possa offrire questo racconto, che richiama tutti noi su un tema, quello della famiglia. Questa opera mette insieme i chiaroscuri di ogni grande nucleo familiare con la maestria delle grandi professionalità che tutte insieme creano l&#8217;opera stessa. Castellitto è stato davvero un gigante, e anche Marina Confalone&#8221;. Ha, quindi, auspicato di poter ripetere, portare più spesso, con Maria Pia Ammirati, esperienze di questo tipo in tv: &#8220;il fatto che Raiuno possa consegnare quest&#8217;opera anche ad una piccola quota di persone giovani, che possano essere rapiti da questo racconto, è una medaglia per la Rai&#8221;.</p>
<p>Di sfida ha parlato anche il produttore del film, <strong>Roberto Sessa</strong>: &#8220;una sfida che è nata un paio di anni fa, alla Fiera del libro di Torino, dove ero stato invitato ad un convegno in cui si parlava della golden age della tv. Si parlava di ciò che viene fatto su Shakespeare in Inghilterra e allora ho pensato chi potesse essere il nostro Shakespeare ed ho pensato a De Filippo. Ho contattato la famiglia ed ho cercato di continuare questo progetto, di regalare un appuntamento quasi annuale con questo gigante&#8221;. Una trilogia, si diceva: &#8220;stiamo lavorando alle prossime commedie, la seconda sarà &#8220;Non ti pago&#8221;, il terzo titolo sarà definito entro la fine di quest&#8217;anno&#8221;. Regista sarà sempre De Angelis e protagonista Castellitto.</p>
<p><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/S.Castellitto-A.Pantaleo-@Gianni-Fiorito-00728.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/S.Castellitto-A.Pantaleo-@Gianni-Fiorito-00728-300x200.jpg" alt="-.S.Castellitto A.Pantaleo - @Gianni Fiorito-00728" width="300" height="200" /></a>L&#8217;attore, che interpreta il ruolo che fu di Eduardo, dichiara: &#8220;sono abbastanza umile e abbastanza intelligente da non lanciare sfide. Eduardo è inarrivabile: ho fatto l&#8217;attore, ho recitato un ruolo, preso per mano da De Angelis che ci ha accompagnato in questa <strong>gioielleria di emozioni</strong>, un testo che è mix straordinario di comicità e dramma, una sorta di percorso che ogni personaggio fa. Non ho mai avuto paura di recitare, interpretare Luca Cupiello: è il più vecchio di tutti, ma è l&#8217;unico che riesce a conservare l&#8217;innocenza del bambino. L&#8217;innocenza di Luca è pari alla sua potenza. Ogni anno cerca di ricomporre i pezzi emotivi di questa famiglia che oggi definiremmo disfunzionale. Ricomporre la nostalgia dell&#8217;amore: questo grazie alla messinscena di De Angelis. Il regista ha fatto qualcosa di speciale, ne ha preso il testo, ne ha rispettato la tradizione, se vogliamo anche l&#8217;archeologia, e ci ha nascosto dentro una novità assoluta, quella dell&#8217;introspezione, della nevrosi, della psiche, anche più aggressivi di quanto non lo siano nella trasposizione tradizionale. E il cinema in questa rappresentazione è esploso. Fonde il teatro con il cinema&#8221;.</p>
<p>&#8220;Eduardo non solo è un punto di riferimento letterario e teatrale, ma ha anche rappresentato il mondo così come lo conosciamo, ha rappresentato i rapporti familiari con un paradigma, una sintesi che può essere un punto di riferimento&#8221;: così il regista De Angelis, che ha aggiunto che il &#8220;vero patrimonio sono i testi che ci ha lasciato, sono un tesoro all&#8217;interno del quale più si scava più emergono materiali preziosi, che si possono usare, spendere nel teatro della vita&#8221;.</p>
<p>&#8220;Eduardo &#8211; ha affermato De Angelis rispondendo ad una domanda sul lavoro sulla sceneggiatura &#8211; ha costruito una lingua che è un paradigma: all&#8217;interno di questo paradigma si possono creare nuove battute, scritte in ottemperanza al rispetto delle regole di questo paradigma. I cultori di Eduardo si divertiranno a trovarle. Battute scritte anche da Castellitto che è un attore/autore e che ho pensato che si potessero inserire con le note di <strong>Enzo Avitabile</strong>&#8220;, autore delle musiche. &#8220;Abbiamo utilizzato &#8211; ha spiegato De Angelis &#8211; strumenti nuovi, differenti, in un&#8217;idea di rarefazione: strumenti che potessero fare uscire il testo, come l&#8217;ocarina, strumento molto dolce. Ogni nota è originale&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Penso che Eduardo avrebbe apprezzato il rispetto, ma anche il tradimento&#8221;,</strong> ha chiosato il regista.</p>
<p>Presente alla conferenza anche <strong>Adriano Pantaleo</strong> (già interprete di un&#8217;altra riduzione cinematografica di un testo eduardiano, ovvero &#8220;Il sindaco del rione sanità&#8221;), che vestirà i panni di Tommasino: &#8220;per un attore napoletano giovane è &#8220;il ruolo&#8221;, per me è un Amleto, mi sono sentito onorato e anche responsabilizzato. L&#8217;ho fatto tenendo dentro una tradizione, ma ho cercato anche di metterla da parte, guidato da Edoardo a metterci del mio, del nostro: è venuto fuori un Tommasino che ha delle sfumature un po&#8217; diverse, soprattutto nel rapporto padre-figlio&#8221;. Anche <strong>Pina Turco</strong>, interprete del ruolo cruciale della figlia Ninuccia, ha parlato del suo personaggio, che è stato portato in scena anche da Lina Sastri: &#8220;un&#8217;interpretazione storica, artista immensa: ho cercato di utilizzare le mie risorse per omaggiare Eduardo e l&#8217;immensa Sastri&#8221;. Nel cast, anche un&#8217;altra straordinaria attrice come <strong>Marina Confalone</strong> e altri importanti nomi del teatro e del cinema come <strong>Tony Laudadio, Alessio Lapice, Antonio Milo.</strong></p>
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		<title>I 20 anni del Commissario Montalbano: la serie che ha cambiato la tv</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 15:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1999 la tv non è più la stessa. Dal 1999 la fiction è cambiata. Ed è un dato innegabile: il <b>Commissario Montalbano compie vent&#8217;anni</b>, anni in cui ha innovato, rivoluzionato il concetto di fiction, introducendo anche un nuovo concetto, quello di cineturismo. Già con altre serie, a partire da &#8220;Un posto al sole&#8221;, il legame tra tv e territorio si era rinsaldato, portando ad un rinnovato interesse nei confronti dei luoghi in cui queste fiction sono state ambientate; ma è con Montalbano che il fenomeno esplode anche a livello internazionale. Per la prima volta, durante un convegno, sentii raccontare, dall&#8217;allora direttore di Raiuno, di chiamate che arrivavano alla Rai per sapere dove questa serie venisse girata, con richieste perfino dalla penisola scandinava! Era come l&#8217;aprirsi di un mondo, quella internazionalizzazione oggi tanto sbandierata, ma in realtà iniziata &#8211; e proseguita con la vendita di questo prodotto in ben 60 paesi &#8211; proprio con le avventure di questo personaggio insolito per la tv italiana.</p>
<p>Non che la televisione fosse nuova a racconti di commissari e investigatori di ispirazione letteraria: ma sulle reti generaliste non era mai apparso un personaggio così sfaccettato, apparentemente burbero, ma umano, capace di aggirare le regole per difendere gli ideali di giustizia, imperfetto, ma granitico nelle sue convinzioni. E non per questo immobile in questa costruzione: a chi oppone a questo successo la critica di una eccessiva caratterizzazione dei personaggi, la risposta è da ricercare invece in una evoluzione, una crescita che però non distrugge l&#8217;essenza del personaggio, cosa che d&#8217;altra parte avviene in tutte le serie, a partire da quelle &#8211; osannate &#8211; americane: con la differenza che qui, pur restando il personaggio un iconico punto di riferimento per lo spettatore (come deve essere), nella sua letterarietà evolve, matura, cresce. Fermo restando che si tratta comunque di piccoli film, ovvero di episodi che possono essere presi a sè stante, senza una consequenzialità di narrazione orizzontale, tranne per qualche particolare (ad esempio la storia di Francois, il piccolo migrante adottato poi dalla sorella di Mimì, o quella che poi porterà lo stesso Mimì al matrimonio).</p>
<p>Anche questa costruzione narrativa è una novità. Così come il tentativo di trasporre un nuovo linguaggio letterario, una lingua quasi inventata da Camilleri, in linguaggio televisivo. E ancora, la perfetta unione tra sceneggiatura, location, regia e musica, che si incastrano creando un unicum, piccoli film, appunto, in cui tutto funziona fin nel più piccolo particolare. Un successo creato con attori all&#8217;epoca poco noti al grande pubblico, provenienti dal mondo teatrale, come succedeva agli albori della Rai (e come continua adesso, con guest star o interpreti di episodi che sono grandi protagonisti del teatro italiano, ad esempio Pia Lanciotti); senza contare l&#8217;utilizzo di decine di grandi attori siciliani, nei ruoli di contorno o nei camei, bravissimi professionisti che hanno avuto la ribalta che meritavano.</p>
<p>E poi la <strong>Sicilia</strong>: una Sicilia televisivamente inedita, in alcuni casi fuori dai circuiti turistici, che si riscopre e viene riscoperta, che acquista una sua valenza nella storia pur essendo completamente diversa dalla Sicilia descritta nei romanzi. Ma diviene la Sicilia di Montalbano ed è strettamente legata al racconto, inscindibile dall&#8217;essenza, dalla personalità del Commissario, dell&#8217;uomo. Non è folklore, non è oleografia, non è cartolina: è un elemento del racconto, linguaggio cinematografico, è luogo catartico, è motore dell&#8217;azione, è salvezza e mistero, crea il sentimento della storia, ben oltre l&#8217;emozione o la suggestione. Per la prima volta un territorio (più territori in realtà, come è noto) diventa vero protagonista in tv. E oltre lo schermo, divenendo meta di turisti da ogni parte del mondo, alla ricerca dei luoghi di Montalbano e forse di una storia, di un universo in cui immergersi. Come affermato dalla direttrice di Raifction in un&#8217;intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, <strong>Eleonora Andreatta</strong>, &#8220;è questo il gioco vincente della fiction: esaltare, attraverso un patrimonio fortemente identitario e connotato sul piano storico, culturale e ambientale, un sentimento narrativo universale, capace di portare il nostro prodotto in tutto il mondo&#8221;.</p>
<p>Montalbano è, dunque, tutto questo e anche molto altro: è innovazione, è cultura, è recitazione di livello, è prodotto di qualità, è immediatezza e popolarità che incontrano il racconto alto, è strumento di narrazione della realtà e superamento degli stereotipi. Insomma, da 20 anni &#8211; molto prima di amiche geniali o serie tutto sesso e violenza &#8211; la tv non è più la stessa: grazie a Montalbano.</p>
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		<title>Beppe Fiorello racconta Riace: concluse le riprese di &#8220;Tutto il mondo è paese&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jul 2017 07:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/07/IMG-20170708-WA0015.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1370" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/07/IMG-20170708-WA0015-300x203.jpg" alt="IMG-20170708-WA0015" width="300" height="203" /></a>I riflettori della Rai si accendono su una storia di accoglienza e rinascita: e, a far da catalizzatore, il carisma e la bravura di uno tra gli attori più amati dal pubblico, <strong>Beppe Fiorello.</strong> Un interprete ed una persona sensibile alle questioni sociali, come più volte dimostrato: e proprio Beppe Fiorello ha voluto fortemente portare sul piccolo schermo &#8211; anche come produttore, con la Ibla Film &#8211; la storia di <strong>Riace</strong> e del suo sindaco, <strong>Domenico Lucano</strong>. La storia di accoglienza ai migranti, che si sono inseriti in un paese che si stava spopolando ed integrati appieno in questa realtà calabrese, divenuta modello di accoglienza a livello internazionale, tanto che Lucano, lo scorso anno, è stato annoverato tra le 50 personalità più influenti del mondo dalla prestigiosa rivista Fortune.</p>
<p>Dunque, Fiorello impersonerà proprio il sindaco nel <strong>film per la tv &#8220;Tutto il mondo è paese&#8221;,</strong> che ha finito di girare, venerdì scorso, a Riace e che andrà in onda nel <strong>febbraio 2018 su Raiuno</strong>. Un progetto, prodotto da <strong>Picomedia insieme a Ibla Film e Rai Fiction (con il sostegno della Regione e in collaborazione con la Calabria Film Commission),</strong> che vedrà, accanto a Fiorello, un altro bravissimo attore &#8211; di cinema, teatro e tv (da &#8220;Tutti pazzi per amore&#8221; a &#8220;Di padre in figlia&#8221;) &#8211; come <strong>Corrado Fortuna</strong> e la reggina <strong>Daniela Marra</strong>, da qualche stagione protagonista di &#8220;Squadra Antimafia&#8221;. Ma altri attori della nostra regione (60 tra comparse e ruoli principali) hanno lavorato in questa serie: tra questi, il reggino <strong>Ferruccio Ferrante</strong>, interprete di film e fiction, oltre che attore impegnato da molti anni in teatro, ed il crotonese <strong>Carlo Gallo</strong>, anche componente del Teatro della Maruca, con cui porta in scena, come autore ed interprete, lo spettacolo &#8220;Bollari: memorie dallo Jonio&#8221;. A dirigere &#8220;Tutto il mondo è paese&#8221; il regista <strong>Giulio Manfredonia</strong>, che torna nella nostra provincia dopo avere girato, nel 2011, &#8220;Qualunquemente&#8221;, con Antonio Albanese. Nomi che preannunciano un&#8217;opera di qualità, su un tema importante, come sempre accade quando si parla di fiction con Beppe Fiorello: proprio lui, leggendo la notizia relativa alla classifica di Fortune, ha deciso di realizzare un film per la tv (fiction in una sola puntata) ispirato alla storia di Riace e di Lucano. E, come ha raccontato durante la conferenza stampa di fine riprese (moderata dalla giornalista <strong>Raffaella Salamina</strong>), con Lucano si è creato un rapporto molto stretto: l&#8217;attore siciliano ha dichiarato di aver visto in lui un po&#8217; di suo padre, i valori che gli ha trasmesso. Spontaneo, simpatico e coinvolgente, Beppe Fiorello, così come appare sul piccolo schermo: e all&#8217;attore siciliano, al termine della conferenza stampa, il consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria e consegnato le chiavi della città.</p>
<p><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/07/IMG-20170708-WA0012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1371" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/07/IMG-20170708-WA0012-300x195.jpg" alt="IMG-20170708-WA0012" width="300" height="195" /></a>Quello di Fiorello è indubbiamente un progetto che può portare a far conoscere una storia positiva, un aspetto fondamentale della Calabria, secondo quella che è poi la tesi di <strong>&#8220;Sud, si gira&#8221;</strong>, ovvero del connubio stretto tra cinema, tv e territorio, anche finalizzato allo sviluppo dei territori stessi. Lo stesso Fiorello ha aggiunto che proprio in queste settimane ha scoperto altre storie bellissime della Calabria, che vuole raccontare. Il tutto in una sinergia con la Rai, che sta portando &#8211; come evidenziato anche dalla <strong>responsabile di Rai Fiction, Eleonora Andreatta</strong> &#8211; ad un&#8217;attenzione nei confronti di storie di grande rilievo sociale, che vanno raccontate. Come questa di Riace: la direttrice di Rai Fiction ha evidenziato come non conoscesse Riace e la sua storia e di averla scoperta grazie a Beppe Fiorello. Una storia, ha detto ancora l&#8217;Andreatta, che, appunto, doveva essere raccontata e che grazie a questo film per la tv diventerà nota, così come la stessa cittadina: questa regione ha location bellissime, ha inoltre sottolineato, lasciando presagire che ci siano possibilità di realizzare altre produzioni nel nostro territorio.</p>
<p>Dunque, la positività di una storia, il racconto di una Calabria positiva, sono aspetti su cui è stato posto l&#8217;accento anche dagli altri intervenuti, dal regista, al <strong>produttore Roberto Sessa, di Picomedia</strong>; e sono aspetti che si sposano pienamente con quelli che sono gli obiettivi della <strong>Calabria Film Commission</strong>, come quello di creare indotto (oltre ai 60 attori, sono stati anche impiegati 30 tecnici calabresi nella realizzazione della fiction): un punto di partenza importante, per uno sviluppo territoriale che passi anche dall&#8217;audiovisivo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it/beppe-fiorello-racconta-riace-concluse-le-riprese-di-tutto-il-mondo-e-paese/">Beppe Fiorello racconta Riace: concluse le riprese di &#8220;Tutto il mondo è paese&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it">Sud si gira</a>.</p>
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		<title>Sicilia ancora protagonista in tv con la serie &#8220;Maltese&#8221;, con Kim Rossi Stuart</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 14:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Braccialetti rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Degli Esposti]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Scianna]]></category>
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		<category><![CDATA[Palomar]]></category>
		<category><![CDATA[Raifiction]]></category>
		<category><![CDATA[Raiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo commissario si appresta a fare breccia nel cuore degli spettatori televisivi: un personaggio che farà scoprire un&#8217;altra suggestiva parte della <strong>Sicilia</strong>, dopo Montalbano. Ed è proprio il produttore de <strong>&#8220;Il commissario Montalbano&#8221;, Carlo Degli Esposti</strong> (produttore anche di <strong>&#8220;Braccialetti Rossi&#8221;</strong>), a proporre come <strong>Palomar</strong>, insieme a <strong>Raifiction,</strong> questa nuova serie, <strong>&#8220;Maltese&#8221;,</strong> che sarà sugli schermi di <strong>Raiuno</strong> a partire da <strong>maggio</strong>.</p>
<p>Protagonista un attore di grande fascino e bravura come <strong>Kim Rossi Stuart <em>(nella foto di Fabrizio Di Giulio)</em></strong>, che torna alla serialità televisiva in questa fiction firmata da <strong>Gianluca Maria Tavarelli</strong>. Quattro episodi, ambientati a <strong>Trapani</strong>, per &#8220;Il romanzo del commissario&#8221;, ovvero le vicende che ruotano attorno alla figura di Dario Maltese.</p>
<p>Insieme a Rossi Stuart, un cast di alto livello: <strong>Rike Shmid, Francesco Scianna, Marco Leonardi, Antonio Milo, Enrico Lo Verso, Paolo Ricca, Roberto Nobile, Rosario Terranova, Claudio Castrogiovanni, Francesco Colella, Filippo Luna, Alessandro Schiavo</strong>, la giovanissima <strong>Cloe Romagnoli</strong> (già apprezzata nel dolcissimo ruolo di Flam in &#8220;Braccialetti rossi&#8221;), un grande del teatro come <strong>Pippo Pattavina</strong>, e la partecipazione di <strong>Eros Pagni, Michela Cescon e Valeria Solarino</strong>. E, come si diceva, la Sicilia, che si preannuncia come un&#8217;altra importante protagonista, così come lo è per &#8220;Il commissario Montalbano&#8221;: basta guardare i promo in onda in questi giorni, infatti, per capire come il territorio non costituirà solo lo sfondo di questa serie, ma ne sarà parte integrante. La storia è ambientata nel 1976, a Trapani, appunto: &#8220;Dario Maltese è fuggito dalla Sicilia molti anni prima, portando con sé un dolore lacerante. Il giorno in cui decide di tornare nella sua città, il suo migliore amico viene ucciso e in quel momento Maltese si rende conto che non è più disposto a chiudere gli occhi sul suo passato e sul futuro della sua terra. Diventa il commissario capo della questura di Trapani, prendendo quello che era il posto dell’amico fraterno scomparso. Inizia per lui un lavoro estenuante.<br />
L’unica gioia della sua vita è Noa, la figlia, con la quale, dopo un periodo di dolorosa lontananza, si ritroverà&#8221;.</p>
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