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	<title>Sud si gira &#187; La tenerezza</title>
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	<description>Cinema, tv e territorio</description>
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		<title>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 14:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica. Oltre gli stereotipi. Ai David 2018 è il trionfo soprattutto di Napoli e della Calabria. E&#8217; il trionfo della Napoli di &#8220;Ammore e malavita&#8221;, che guarda anche alle contraddizioni, agli stessi stereotipi ribaltandoli, utilizzando la bellezza in una chiave catartica, riscoprendola e inquadrandola sotto aspetti nuovi. E, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica. Oltre gli stereotipi.</p>
<p>Ai <strong>David 2018</strong> è il trionfo soprattutto di <strong>Napoli </strong>e della <strong>Calabria.</strong></p>
<p>E&#8217; il trionfo della Napoli di <strong>&#8220;Ammore e malavita&#8221;,</strong> che guarda anche alle contraddizioni, agli stessi stereotipi ribaltandoli, utilizzando la bellezza in una chiave catartica, riscoprendola e inquadrandola sotto aspetti nuovi. E, per favore, non chiamatelo &#8220;semplicemente&#8221; musical: il film dei <strong>Manetti</strong> è creatività, innovazione e cinematografia allo stato puro, a 360 gradi, è un modo di fare cinema nuovo &#8211; appunto &#8211; per l&#8217;Italia, ma che è profondamente italiano, come gli stessi registi &#8211; che non sono del sud, ma nessuno se ne accorge &#8211; rivendicano, criticando il vezzo di guardare sempre oltreoceano, verso stili di racconto che non ci appartengono.</p>
<p>E&#8217; la vittoria della Napoli della grande creatività: quella di <strong>&#8220;Gatta Cenerentola&#8221;</strong>, frutto di un lavoro interamente realizzato in questa città, da autori napoletani, con musicisti napoletani. Un film, non &#8220;solo&#8221; un film d&#8217;animazione, come sottolineato dai registi al momento della premiazione, ringraziando <strong>l&#8217;Accademia dei David</strong> proprio per aver inserito l&#8217;opera tra i migliori film. Un grande orgoglio, come ci aveva detto uno degli autori, <strong>Marino Guarnieri</strong>, intervenendo &#8211; lo scorso dicembre &#8211; , in qualità di giurato, <strong>al Pentidattilo Film Festival</strong>.</p>
<p>E&#8217; la vittoria della Napoli della bellezza che conquista, che inebria, di <strong>&#8220;Napoli velata&#8221;,</strong> o della Napoli dei quartieri storici, della antica e nuova architettura, il cuore della città, che emerge ne <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;. </strong></p>
<p>E&#8217; anche la vittoria degli artisti napoletani, che sul palco riescono a commuovere: le lacrime di un gigante, come <strong>Renato Carpentieri</strong>, un grande del teatro, ma anche della tv (indimenticabile il suo Valerio Cafasso in quel gioiello della serialità televisiva che è stato <strong>&#8220;La squadra&#8221;</strong>) e del cinema, che con <strong>Gianni Amelio</strong> ha saputo valorizzarlo. Un grande che, ritirando il premio, non ha paura di usare una parola bellissima come &#8220;tenerezza&#8221; e di parlare della necessità di rischiare, chiamando a lavorare i tanti attori bravi che esistono in Italia. Come <strong>Serena Rossi</strong>, altra eccellenza napoletana, poliedrica, emozionata ed emozionante, personaggio dell&#8217;anno, a nostro parere, sia in campo cinematografico che televisivo (non parliamo di rivelazione, perchè per noi è già una certezza, da tempo).</p>
<p>Ma è la vittoria anche della <strong>Calabria</strong>, di chi lavora in questo campo, dei giovani che cercano di portare sul grande schermo la loro creatività, come <strong>Alessandro Grande</strong>, vincitore del <strong>premio per il miglior cortometraggio</strong> con <strong>&#8220;Bismillah&#8221;,</strong> o di chi ha scelto di vivere in Calabria e di raccontarla, come <strong>Jonas Carpignano</strong> che con <strong>&#8220;A Ciambra&#8221;</strong> ha conquistato il premio per la regia e per il montaggio. Una vittoria che ha dedicato a Gioia Tauro, dove ha girato il film: un&#8217;opera che non è documentario, anche se dal taglio realistico, ma visto con l&#8217;occhio di un giovane grande autore, che sa filmare come pochi altri. Una vittoria che è anche quella del <strong>progetto Lu.Ca.,</strong> ovvero della sinergia tra <strong>Calabria Film Commision e Lucana Film Commission</strong>, che ha sostenuto il film.</p>
<p>Ai David vince anche un film realizzato in <strong>Sicilia:</strong> premiato per la migliore sceneggiatura non originale <strong>&#8220;Sicilian Ghost Story&#8221;</strong> dei registi <strong>Antonio</strong> <strong>Piazza e Fabio Grassadonia, </strong>già vincitore al Sundance.</p>
<p>Insomma, il sud è sempre più protagonista: non una nuova tendenza &#8211; come oggi sembrano sottolineare tanti giornali, scoprendo improvvisamente la creatività di questi territori &#8211; bensì una tendenza che continua, da oltre 15 anni; una tendenza che cresce, sicuramente, forse più nella visibilità che nella creatività, che c&#8217;è sempre stata e che va soltanto scoperta e valorizzata. Sempre più. Con i premi, ma anche oltre i premi.</p>
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		<title>Il sud protagonista ai David di Donatello</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 16:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Forse mai come quest&#8217;anno <strong>il sud è protagonista al cinema</strong>: e, ad attestarlo, arrivano le candidature al <strong>premio David di Donatello</strong>. <strong>Napoli </strong>svetta sugli altri luoghi, ma anche la <strong>Calabria</strong> è molto presente, così come la <strong>Sicilia.</strong></p>
<p>Ciò che salta subito agli occhi è la quasi totalità di opere girate al sud (4 su 5), presenti tra i candidati come migliore film: a partire da <strong>&#8220;A Ciambra&#8221;, di Jonas Carpignano</strong>, girato in <strong>Calabria</strong>, passando poi per il divertentissimo e geniale <strong>&#8220;Ammore e malavita&#8221;,</strong> che trasferisce sul grande schermo una visione dei luoghi come fonti di bellezza e riscatto; e per lo straordinario <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;,</strong> girato, in una <strong>Napoli </strong>altrettanto inedita, dal regista calabrese <strong>Gianni Amelio</strong>. Per la prima volta, poi, un film di animazione viene candidato come miglior film: <strong>&#8220;Gatta Cenerentola&#8221;,</strong> opera interamente realizzata a Napoli, inserita già nella short list per le candidature all&#8217;Oscar come miglior film di animazione. Complessivamente, questo film ha ottenuto 7 candidature ai David, mentre &#8220;La tenerezza&#8221; ne ha ottenute 8 (tra cui quella per il migliore attore, per la grande prova di <strong>Renato Carpentieri</strong>), &#8220;A Ciambra&#8221; 7, mentre &#8220;Ammore e malavita&#8221; guida la &#8220;classifica&#8221; delle maggiori candidature, con 15. Seguito da un altro film girato al sud: <strong>&#8220;Napoli velata&#8221;, di Ferzan Ozpetek</strong>, che di candidature ne ha guadagnate 11.</p>
<p>Ma la presenza del sud ai David non si ferma qui: parlavamo, infatti, della <strong>Sicilia</strong>, che è presente con <strong>&#8220;Sicilian Ghost Story&#8221;, di Piazza e Grassadonia </strong>(3 candidature) e con <strong>&#8220;Malarazza&#8221;</strong> (candidato per la migliore fotografia).</p>
<p>E poi ancora <strong>Calabria</strong>, che si aggiudica già un David: parliamo del premio per il <strong>migliore cortometraggio</strong>, assegnato a <strong>&#8220;Bismillah&#8221;,</strong> del regista catanzarese <strong>Alessandro Grande. Un&#8217;opera sostenuta (così come &#8220;A Ciambra&#8221;, in questo caso nell&#8217;ambito del progetto Lu.Ca, che vede la sinergia con la Lucana Film Commssion), dalla Calabria Film Commission. </strong></p>
<p>Soddisfazione è stata espressa dal <strong>Presidente della Fondazione Calabria Film Commission, Giuseppe Citrigno,</strong> che ha dichiarato: &#8220;Dopo gli ottimi risultati ottenuti nelle ultime edizioni di Cannes, Venezia e i Globi d&#8217;Oro arriva la notizia di un&#8217;edizione dei David di Donatello in cui la Calabria è protagonista&#8221;. E aggiunge: &#8220;Fin dalle prime battute del nuovo corso della Fondazione abbiamo deciso di puntare sui nostri giovani autori. Abbiamo selezionato progetti di altissima qualità, opere girate sui nostri territori che registrano, poi, il favore della critica e conquistano prestigiosi riconoscimenti nelle kermesse internazionali. Dopo la candidatura italiana all&#8217;Oscar e il successo a Cannes di Jonas Carpignano; il Globo d&#8217;Oro di Penalty di Iuliano e del Padre d&#8217;Italia di Fabio Mollo, arriva il David per Alessandro Grande. Grazie a questa scuderia di nuove e talentuose leve, non ho alcun dubbio che la Calabria finalmente guadagnerà un ruolo da protagonista nel cinema italiano. Le potenzialità ci sono tutte&#8221;.</p>
<p>“Bismillah” &#8220;è una produzione nata a Catanzaro e che vede coinvolto lo stesso regista insieme alla Indaco Film di Luca Marino, con il supporto della Fondazione Calabria Film Commission e del Comune di Catanzaro. Dopo il suo corto d&#8217;esordio, “Margerita” (2013, 78 premi in tutto il mondo e candidato ai Nastri d&#8217;Argento), Alessandro Grande affronta il dramma dell’emigrazione attraverso lo sguardo della piccola Samira, una tunisina di 10 anni che vive illegalmente in Italia con suo padre e suo fratello e che si troverà ad affrontare, da sola, un problema più grande di lei&#8221;.</p>
<p>“Bismillah è una storia di amore e fratellanza – spiega Alessandro Grande – che ho cercato di raccontare attraverso la ricerca dei piccoli gesti quotidiani fondamentali per riuscire a convivere con il ricordo della sofferenza e tenere viva la fiamma della speranza”.</p>
<p>Il corto sarà, inoltre, proiettato all&#8217;interno delle giornate del <strong>Festival Aurora a Crotone, martedì 27 marzo, nella Sala Raimondi, </strong>Festival patrocinato dalla Fondazione Calabria Film Commission.<strong>   </strong></p>
<p>Insomma, forse mai come quest&#8217;anno, è proprio tendenza &#8220;sudsigira&#8221;!</p>
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		<title>Candidatura italiana agli Oscar: tanto sud tra i 14 film iscritti alla selezione</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 10:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla <strong>Campania</strong> de <strong>&#8220;La Tenerezza&#8221;</strong> (e non solo), alla <strong>Calabria</strong> di <strong>&#8220;A ciambra&#8221;, </strong>alla <strong>Sardegna</strong> de <strong>&#8220;La stoffa dei sogni&#8221;:</strong> c&#8217;è <strong>tanto sud</strong> tra i <strong>14 film iscritti alla selezione</strong> per scegliere il <strong>candidato italiano agli Oscar.</strong> Un sud che sta vivendo una grande stagione, con un crescente interesse da parte delle produzioni cinematografiche. Ciò si può notare anche nell&#8217;elenco dei film iscritti alla selezione, che poi porterà alla scelta del candidato italiano, che parteciperà alla selezione per le nomination al miglior film straniero.</p>
<p>Tra i 14, dunque, alcune tra le opere più premiate dell&#8217;anno, ma anche giovani autori e interessanti sorprese di questa stagione. E molto sud, come si diceva: a cominciare da <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;,</strong> girato dal calabrese <strong>Gianni Amelio</strong> in una <strong>Napoli</strong> insolita, rarefatta e affascinante; e ancora <strong>Campania</strong> ne <strong>&#8220;L&#8217;equilibrio&#8221; di Vincenzo Marra</strong> e nel film di animazione interamente realizzato a <strong>Napoli &#8220;Gatta Cenerentola&#8221; (firmato da </strong><strong>Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone)</strong><strong>.</strong> Quindi, la <strong>Calabria</strong> di <strong>&#8220;A ciambra&#8221; di Jonas Carpignano; </strong>la<strong> Puglia</strong> de <strong>&#8220;La vita in comune&#8221; di Edoardo Winspeare</strong> (e un po&#8217; di Puglia è presente anche in <strong>&#8220;Ho amici in paradiso &#8221; di Fabrizio Maria Cortese</strong>; la <strong>Sicilia</strong>, con <strong>&#8220;L&#8217;ora legale&#8221;, di Ficarra e Picone</strong>, ma anche con <strong>&#8220;Sicilian Ghost Story&#8221; di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia </strong>(e anche <strong>&#8220;L&#8217;ordine delle cose&#8221; di Andrea Segre</strong> è stato girato in parte nell&#8217;isola); e la <strong>Sardegna</strong>, con uno dei film &#8220;rivelazione&#8221; di quest&#8217;anno, ovvero <strong>&#8220;La stoffa dei sogni&#8221; di Gianfranco Cabiddu. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;La tenerezza&#8221;: la lezione d&#8217;autore di Gianni Amelio</title>
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		<pubDate>Sat, 06 May 2017 17:40:40 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo in cui i veri autori &#8211; nel campo culturale in generale &#8211; scarseggiano, <strong>Gianni Amelio</strong> ci dà una lezione di ciò che significhi davvero questa parola: con il suo <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;</strong> &#8211; mi si perdoni il facile gioco con i titoli dei suoi film &#8211; colpisce davvero al cuore. E lo fa mostrandoci anche il contraltare della tenerezza di cui parla, mostrandoci la durezza della vita, come una delle facce del vivere stesso, che quella tenerezza può però mitigare. Quella complessità del vivere, quel bianco e nero che si incontrano, che si sfiorano, come le esistenze dei protagonisti del suo nuovo film, sullo schermo come nella realtà. Ma, ancora una volta, quello che Amelio traduce sullo stesso schermo non è nulla di solamente reale: è stile preciso, che consente di mediare un racconto, una storia, attraverso lo sguardo artistico, poetico. Quello dell&#8217;autore, appunto. Quello di chi prende un libro, ma non lo traspone così com&#8217;è: lo fa proprio, lo rielabora, lo rende emozione visiva ed interiore, che ti colpisce, ti inchioda alla sedia, di turba e ti commuove. E pochi autori italiani, oggi, riescono in questo intento: pochi riescono a non fermarsi alla ricerca del virtuosismo stilistico; pochi riescono a non essere didascalici, a non &#8220;vergognarsi&#8221; della tenerezza, della poeticità di un racconto; pochi riescono a superare il racconto stesso, la storia, a lasciare lo spettatore con il desiderio di conoscere, di saperne di più dei personaggi, perchè il &#8220;non detto&#8221;, il non esplicitato &#8211; nella vicenda, così come tra i personaggi stessi &#8211; fa parte della vita, fa parte di esistenze che si incrociano ma che non hanno bisogno o non riescono a dirsi tutto, esistenze in cui a volte gli sguardi, i ricordi, le sensazioni, i mutamenti della vita stessa, possono essere ancora più forti e sconvolgenti.</p>
<p>Ed è una storia forte, quella che Amelio racconta ne &#8220;La tenerezza&#8221;: una storia di affetti, sottili e potenti; di padri e figli, di mariti e di mogli, di nonni, di amanti: facce, sorrisi persi, volti dietro i quali si nascondono segreti. Una storia umana, in cui si perde la tenerezza per chi è più vicino e la si ritrova per caso, in un volto sconosciuto; in cui si ricerca l&#8217;affetto, si tenta di conquistarlo in ogni modo o si dà nel modo più semplice e insperato. Vite mai lineari, che si incrociano, mutando. E tutto narrato in sottrazione, con un racconto interiore che sullo schermo viene reso da impercettibili mutamenti di sguardo, da una camminata, da dialoghi mai tesi, brevi e densi di un&#8217;umanità mai banale: e quando i toni si alzano, ecco lo stile che chiude la scena, anche la più drammatica, con la luce della poesia, il gesto della pietà, il silenzio che mitiga la rabbia. Un percorso filmico che ha in un immenso <strong>Renato Carpentieri</strong> il perfetto interprete: la grande esperienza teatrale dell&#8217;attore gli consente di gestire con millimetrica precisione ogni gesto, di tradurre &#8211; con sapiente unione tra naturalezza e tecnica &#8211; ogni sentimento, sentito e nascosto insieme. Carpentieri è l&#8217;anima di questo film, lo indossa come un abito, lo trasporta tra gli alti e bassi di un&#8217;esistenza, lo fa camminare tra i vicoli di una Napoli che è protagonista, tra modernità e tradizione, tra angoli nascosti e palazzi, e vista da tante finestre, che sono specchi, o paraventi o fonte di immaginario futuro.</p>
<p>Insieme a Renato Carpentieri, da evidenziare in particolare il ritorno al cinema di una <strong>Giovanna Mezzogiorn</strong>o perfetta, misurata, di una intensità unica nel rendere il ruolo difficile di una figlia respinta che cerca di riconquistare il cuore, apparentemente indurito, del padre; e la &#8220;magnetica presenza&#8221; di <strong>Elio Germano</strong>, anch&#8217;egli capace di esprimersi e coinvolgere con sapienza attoriale incredibile. E un altro bel ritorno è quello di <strong>Greta Scacchi</strong>, interprete che buca lo schermo con un monologo spiazzante.</p>
<p>Grandi prove di attori (tra cui una <strong>Micaela Ramazzotti</strong> dai toni ingenui, svagati, naif), sapientemente guidati da Amelio in un viaggio tra storie e sentimenti che travalica i tempi, come dovrebbe essere per ogni opera d&#8217;arte che, in quanto tale, aspira ad essere universale, e che, come tale appunto, ha in sè l&#8217;unicità di stile propria di un autore.</p>
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