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	<title>Sud si gira &#187; Fabio Mollo</title>
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		<title>Un anno d&#8217;oro per il cinema calabrese</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2018 15:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1475" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2018/12/Alessio-Praticò.jpg"><img class="wp-image-1475 size-medium" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2018/12/Alessio-Praticò-200x300.jpg" alt="Alessio Praticò" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Alessio Praticò</p></div>
<p>Quello che sta per terminare si può dire che sia stato un anno d&#8217;oro per il cinema calabrese, ma soprattutto un grande momento per gli artisti calabresi. Tanti, infatti, gli interpreti calabresi che in questa stagione hanno ottenuto successi e partecipazioni ai maggiori prodotti cinematografici e televisivi: il primo nome che viene in mente, naturalmente, è quello di <b>Marcello Fonte</b>, l&#8217;attore reggino che ha conquistato Cannes, ma anche gli Efa.</p>
<p>Ma non è stato solo l&#8217;anno di Marcello Fonte: pensiamo, ad esempio, ad <b>Alessio Praticò</b> altro attore reggino che nel 2018 ha partecipato ad alcune delle serie più importanti ed acclamate dalla critica, da <b>&#8220;Il miracolo&#8221;</b> a <b>&#8220;Il cacciatore&#8221;</b>, passando per <b>&#8220;Trust&#8221;</b>.</p>
<p>E proprio in questa serie, girata anche in Calabria, molti interpreti calabresi hanno avuto un ruolo: come <b>Francesco Colella</b>, l&#8217;attore catanzarese che quest&#8217;anno ha riscosso grande successo in serie tv come <b>&#8220;Sotto copertura&#8221;</b> o <b>&#8220;Il capitano Maria&#8221;,</b> nonchè al cinema con <b>&#8220;Made in Italy&#8221;</b> di Ligabue e nell&#8217;esordio di Paolo Sassanelli nel lungometraggio, <b>&#8220;Due piccoli italiani&#8221;.</b></p>
<div id="attachment_1476" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2018/12/alessandro-cosentini2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1476" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2018/12/alessandro-cosentini2-300x199.jpg" alt="Alessandro Cosentini" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Alessandro Cosentini</p></div>
<p>Tanti attori teatrali (come lo stesso Colella), inoltre, in questa stagione hanno partecipato a fiction o a film: da <b>Carlo Gallo</b> (in <b>&#8220;Tutto può succedere&#8221;</b>) a <b>Rita De Donato</b> (tra i protagonisti di <b>&#8220;Uno di famiglia&#8221;,</b> con Nino Frassica e Pietro Sermonti), ad <b>Alessandro Cosentini</b> (in <b>&#8220;Rocco Chinnici &#8211; E&#8217; così lieve il tuo bacio sulla fronte&#8221;</b> ed anche ne <b>&#8220;Il paradiso delle signore&#8221;</b>), senza contare i successi che <b>Peppino Mazzotta</b> continua a mietere come ispettore Fazio ne <b>&#8220;Il commissario Montalbano&#8221;,</b> ma pure come interprete della serie <b>&#8220;Solo&#8221; </b>e del film tv <b>&#8220;Liberi sognatori &#8211; Una donna contro tutti&#8221;</b>, girato dal reggino <b>Fabio Mollo</b> ed in cui ha recitato un altro attore calabrese da tempo protagonista di film e fiction molto importanti, come <b>Max Mazzotta</b>. E ancora, un altro giovane che sta conquistando il piccolo e grande schermo è <b>Moisè Curia</b>: quest&#8217;anno l&#8217;abbiamo visto nella seconda serie de <b>&#8220;I bastardi di Pizzofalcone&#8221; </b>e in <b>&#8220;Nero a metà&#8221;</b>, oltre che nel film <b>&#8220;Uno di famiglia&#8221;. </b></p>
<div id="attachment_1477" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2018/12/Rita-De-Donato.jpg"><img class="size-medium wp-image-1477" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2018/12/Rita-De-Donato-200x300.jpg" alt="Rita De Donato" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Rita De Donato</p></div>
<p>Ma non è stato solo l&#8217;anno degli attori calabresi, bensì della Calabria protagonista al cinema e in tv in senso generale: se parliamo di professionalità calabresi, oltre agli attori dobbiamo evidenziare anche il successo di registi, come il già citato <b>Fabio Mollo</b>, che ha diretto la prima serie tv interpretata da Virginia Raffaele, <b>&#8220;Come quando fuori piove&#8221;</b> ed è stato regista della seconda unità di <b>&#8220;Tutto può succedere 3&#8243;</b>. E poi tanti giovani che hanno raggiunto importanti livelli e riconoscimenti: come <b>Alessandro Grande</b>, che con <b>&#8220;Bismillah&#8221;</b> ha ottenuto <strong>il David di Donatello per il miglior cortometraggio ed è il candidato italiano all&#8217;Oscar per il migliore cortometraggio.</strong> Un grandissimo risultato per il regista e per la Calabria cinematografica. Un altro nome di giovane regista che in questo periodo sta registrando consensi a livello nazionale è <b>Mario Vitale</b>, con il suo nuovo corto <b>&#8220;Prenditi cura di me&#8221;</b> (che vede tra gli interpreti il già citato Cosentini).</p>
<p>E poi i registi già affermati che tornano nella loro terra per fotografarla e descriverla come solo chi vi è nato può fare: su tutti, <b>Mimmo Calopresti</b>, che ha appena finito di girare  <b>&#8220;Via dall&#8217;Aspromonte&#8221;</b>, con Fonte, Colella e <b>Marco Leonardi</b>, attore di origini calabresi diventato famoso grazie a &#8220;Nuovo cinema paradiso&#8221; e oggi gettonatissimo interprete, da &#8220;Anime nere&#8221; a &#8220;Una famiglia&#8221;, fino al film tv firmato da Mollo.</p>
<p>Dunque, attori, registi, ma anche il territorio protagonista: con Calopresti, ma pure con <b>Gabriele Mainetti</b>, che in Calabria ha girato il suo nuovo film, <b>&#8220;Freaks out&#8221;</b>, dopo il successo de &#8220;Lo chiamavano Jeeg Robot&#8221;. Senza contare le citate serie <b>&#8220;Trust&#8221;, &#8220;Il miracolo&#8221;, &#8220;Solo&#8221;</b>.</p>
<p>Insomma, un 2018 all&#8217;insegna dell&#8217;arte cinematografica nata in Calabria e che in Calabria ritorna per raccontarla.</p>
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		<title>Fabio Mollo: dalla serie con Virginia Raffaele al progetto del nuovo film</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Aug 2018 15:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un anno molto impegnativo: così Fabio Mollo definisce una stagione cinematografica e televisiva per lui molto intensa e sicuramente ricca di grandi soddisfazioni. Il regista reggino, infatti, è reduce dal successo del suo secondo film, &#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;, che sta ancora partecipando a diversi festival internazionali; ma anche da quello come regista della seconda unità di &#8220;Tutto [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno molto impegnativo: così <strong>Fabio Mollo </strong>definisce una stagione cinematografica e televisiva per lui molto intensa e sicuramente ricca di grandi soddisfazioni. Il regista reggino, infatti, è reduce dal successo del suo secondo film, <strong>&#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;</strong>, che sta ancora partecipando a diversi festival internazionali; ma anche da quello come regista della seconda unità di <strong>&#8220;Tutto può succedere&#8221;</strong>. E poi ha diretto anche il <strong>film per la tv di Canale 5 su Renata Fonte</strong> ed ha appena concluso le riprese della serie <strong>&#8220;Come quando fuori piove&#8221;</strong>, che vede l&#8217;esordio come protagonista, in questo genere tv, di <strong>Virginia Raffaele</strong>.</p>
<p>Insomma, tanti impegni e tanti successi, per Fabio Mollo, entusiasta di questi progetti e delle attestazioni di stima da parte del pubblico. A partire da &#8220;Tutto può succedere&#8221;: una fiction che è cresciuta nel tempo, nonostante una programmazione non facile, d&#8217;estate e contro i Mondiali. Al termine della stagione, che ne decretava il finale di serie, sui social si è scatenata la protesta dei fan, con tanto di petizione per chiedere la realizzazione di una quarta stagione. Un successo che ha sorpreso anche il giovane regista reggino: &#8220;Fa piacere, non so se sia accaduto per altre fiction. Sono molto contento che il pubblico abbia reagito così. Una serie unica, con temi familiari trattati con un approccio sincero, immediato, e con un cast favoloso che rende questi temi con grande sincerità e spontaneità&#8221;. Sull&#8217;ipotesi di un seguito non si sbilancia: &#8220;E&#8217; un po&#8217; difficile. Sapevamo che si sarebbe chiusa con la terza stagione e la storia stessa è stata pensata come una chiusura. In fondo è bello che abbia avuto un finale in crescendo. Ma non si sa mai. Certo, in caso si continuasse, si dovrebbe immaginare qualcos&#8217;altro, qualcosa di nuovo rispetto alla storia&#8221;. Un&#8217;esperienza, quella del lavoro per &#8220;Tutto può succedere&#8221;, molto importante e bella per Mollo: &#8220;Ero un po&#8217; timoroso, arrivavo in un gruppo che lavorava insieme da due stagioni: invece, sono stato accolto benissimo; con i registi avevo lavorato come assistente all&#8217;inizio della mia carriera ed è stato bellissimo tornare a lavorare con loro. E poi sono stato accolto splendidamente anche dal cast: con alcuni avevo già lavorato in Boris, altri li incontravo per la prima volta, ma è stato davvero bello&#8221;.</p>
<p>Da &#8220;Tutto può succedere&#8221; a &#8220;Come quando fuori piove&#8221;, la serie di Discovery interpretata da Virginia Raffaele, che andrà in onda su Nove: &#8220;è una stagione 1, è tutto nuovo, una bellissima avventura, molto sperimentale per alcuni aspetti e con Virginia Raffaele fuoriclasse&#8221;, afferma con entusiasmo il regista. Attualmente sta ultimando la fase di montaggio, per una messa in onda che è vicinissima &#8211; nel promo in onda si parla di settembre -, pur se Mollo non si lascia sfuggire nulla in proposito. Pochi commenti, come quello relativo alla protagonista: &#8220;la cosa bella è che dopo dieci ore di set, ti rendi conto di averne passate cinque ridendo! Non si risparmia mai, instancabile, ha contagiato la troupe, formata tutta da giovanissimi: questa serie è Virginia Raffaele al cento per cento, anzi, al duecento per cento!!&#8221;.</p>
<p>E dopo la televisione, l&#8217;attende il cinema: il nuovo film è in fase &#8211; come la definisce &#8211; di &#8220;sviluppo avanzato, molto avanzato, diciamo di casting!&#8221;. Sarà qualcosa, afferma, &#8220;di molto nuovo, abbastanza lontano da quello che ho fatto finora, completamente imprevedibile, differente, anche come ambientazione, un mondo nuovissimo che voglio affrontare. Un progetto cui tengo molto, una sceneggiatura pensata prima dell&#8217;uscita de Il sud è niente <em>(il lungometraggio d&#8217;esordio del regista, ndr)</em>&#8220;. &#8220;Una storia bellissima&#8221;, dichiara Mollo, che però non aggiunge di più, se non che la produzione è targata Groenlandia, di Andrea Paris e Matteo Rovere (produttori, tra l&#8217;altro, della saga di &#8220;Smetto quando voglio&#8221;).</p>
<p>Grandi progetti, dunque, per uno degli autori più importanti del nostro cinema e della nostra tv, che con il suo sguardo originale sa raccontare l&#8217;oggi, non stancandosi mai di sperimentare.</p>
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		<title>Globi d&#8217;oro, la Calabria vince con il corto di Iuliano e la protagonista del film di Fabio Mollo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 13:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Due Globi d&#8217;oro a due film &#8220;calabresi&#8221;:</strong> l&#8217;associazione stampa estera ha premiato con l&#8217;ambito riconoscimento <strong>il cortometraggio di Aldo Iuliano, &#8220;Penalty&#8221;, e Isabella Ragonese,</strong> interprete del film di <strong>Fabio Mollo, &#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;, come migliore attrice protagonista. </strong>I premi sono stati consegnati nel corso di una cerimonia svoltasi a<strong> Villa Medici, a Roma. </strong></p>
<p>“Quando un’attrice riesce, in una sola stagione, a proporre al pubblico le più disparate sfaccettature dell’universo femminile, partendo dal ruolo di madre inconsapevole, ebbene questa attrice merita il nostro riconoscimento”. Queste le motivazioni  del riconoscimento assegnato a <strong>Isabella Ragonese</strong> per il film che  è stato sostenuto, nella fase di post produzione, dalla <strong>Calabria Film Commission.</strong><br />
<strong>“Il Padre d&#8217;Italia”</strong> ( uscito nelle sale il 9 marzo 2017) è il secondo lungometraggio firmato dal giovane regista reggino Fabio Mollo, dopo il successo internazionale de “Il Sud è niente” (2013).  Girato tra Torino, Roma, Napoli, Reggio Calabria e Gioia Tauro, è scritto a quattro mani da <strong>Fabio Mollo e Josella Porto. </strong> Isabella Ragonese interpreta il ruolo di Mia che &#8220;travolge&#8221; la vita di Paolo <strong>(Luca Marinelli)</strong>, conducendo in un  viaggio che li porterà da nord a sud, un “on the road dei sentimenti&#8221;.</p>
<div id="attachment_1361" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/06/penalty-iuliano.jpg"><img class="size-medium wp-image-1361" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/06/penalty-iuliano-300x200.jpg" alt="Aldo Iuliano sul set di &quot;Penalty&quot;" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Aldo Iuliano sul set di &#8220;Penalty&#8221;</p></div>
<p>“Per essere riuscito a concentrare un dramma enorme come l’immigrazione in soli 14 minuti grazie a una sceneggiatura pungente, un’eccellente fotografia e una virtuosa regia. Il risultato è un breve film dove i migranti interpretano se stessi e lasciano il segno”: queste, invece, le motivazioni del premio assegnato al corto <strong>&#8220;Penalty&#8221;, di Aldo Iuliano</strong>. All&#8217;opera, sostenuta nella fase di promozione dalla <strong>Calabria Film Commission</strong>, già selezionata nella cinquina dei Nastri d&#8217;Argento 2017, è stato assegnato il Globo d&#8217;Oro per il miglior cortometraggio.</p>
<p><em>&#8220;</em>Un ottimo risultato per il regista Aldo Iuliano e per gli sceneggiatori <strong>Severino Iuliano e Alessandro Giulietti, al dop Daniele Ciprì, al montatore Marco Spoletini, all&#8217;autore della colonna sonora Enrico Melozzi e alla produttrice Andrette Lo Conte</strong> oltre che a tutti i ragazzi del centro di accoglienza, veri protagonisti di Penalty&#8221;.  Il merito principale del corto &#8211; si legge ancora nella nota della Calabria Film Commision &#8211; &#8220;sta proprio nella volontà di utilizzare il calcio come metafora di una lotta per la sopravvivenza estremamente attuale, quella di un gruppo di ragazzi africani che devono sfidarsi nel silenzio crudele di un luogo deserto. Il penalty del titolo, l’estrema punizione alla quale intere popolazioni sono state condannate dagli effetti del colonialismo e dalla storia, si fa momento cruciale nell’assegnazione di un posto su uno scafo che partirà verso un’Europa priva di guerre manifeste ma densa di altri ipocriti conflitti, che non viene mai inquadrata se non negli occhi disperati e spenti dei protagonisti, come riflesso di un orizzonte cupo e indifferente&#8221;. Penalty è valso ad Aldo Iuliano anche la selezione al 54° Festival Internacional de Cine de Gijon, festival ufficiale del circuito Academy Awards (Oscar), oltre al riconoscimento come Best drama shortfilm al Los Angeles indipendent Film Festival e come Best Director agli UK – Gold Movie Awards 2017. Premiato anche al Roma Creative Contest 2016 come miglior regia, migliori musiche e come scelta del pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Iuliano, Marinelli e Ragonese tra i candidati ai Globi d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Wed, 31 May 2017 13:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I Globi d&#8217;oro 2017 parlano un po&#8217; calabrese: tra i candidati ai riconoscimenti assegnati dall&#8217;Associazione stampa estera, infatti, c&#8217;è, per la categoria dei corti, anche “Penalty-shortfilm”, di Aldo Iuliano. Il corto, sostenuto dalla Calabria Film Commission, dopo essere stato selezionato nella cinquina dei Nastri d&#8217;Argento 2017, ora concorrerà, appunto, al Globo d&#8217;Oro per il miglior [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Globi d&#8217;oro 2017</strong> parlano un po&#8217; calabrese: tra i candidati ai riconoscimenti assegnati dall&#8217;Associazione stampa estera, infatti, c&#8217;è, per la categoria dei corti, anche <em><strong>“</strong></em><strong>Penalty-shortfilm”</strong>, di <strong>Aldo Iuliano.</strong> Il corto, sostenuto dalla<strong> Calabria Film Commission, </strong>dopo essere stato selezionato nella cinquina dei <strong>Nastri d&#8217;Argento 2017, </strong>ora concorrerà, appunto, al<strong> Globo d&#8217;Oro per il miglior cortometraggio nella cerimonia di premiazione prevista a Villa dei Medici a Roma il prossimo 14 giugno.</strong></p>
<p>Ma l&#8217;opera di Iuliano non è la sola realizzata in Calabria e presente tra i candidati a Globi: infatti, <strong>Luca Marinelli ed Isabella Ragonese </strong>sono candidati come migliore attore e migliore attrice per <strong>&#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;.</strong> Il film del regista reggino <strong>Fabio Mollo </strong>è stato girato anche in Calabria ed ha avuto anch&#8217;esso il sostegno della Calabria Film Commission.</p>
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		<title>Cinema, territorio, futuro, musica: &#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221; presentato dal regista a Reggio Calabria</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 15:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria Film Commission]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Mollo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;All&#8217;inizio il viaggio parte da &#8216;non luoghi&#8217;; i luoghi diventano forti man mano che l&#8217;identità del protagonista diventa forte&#8221;. I &#8220;non luoghi&#8221; e i luoghi del sud come identitari: alcuni tra gli aspetti più importanti de <strong>&#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;,</strong> così definiti dall&#8217;autore, <strong>Fabio Mollo <em>(nella foto in alto, realizzata, come quelle a corredo dell&#8217;articolo, da Antonella Nicolò)</em></strong>. Un rapporto, quello fra cinema e territorio, che da sempre evidenziamo e che il regista reggino, fin dal suo esordio con &#8220;Il sud è niente&#8221;, ha rimarcato, facendo del territorio, appunto, un importante protagonista del suo cinema.</p>
<div id="attachment_1293" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3158-come-oggetto-avanzato-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1293" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3158-come-oggetto-avanzato-1-300x200.jpg" alt="Da sinistra, Citrigno, Salamina, Mollo (foto Antonella Nicolò)" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Da sinistra, Citrigno, Salamina, Mollo (foto Antonella Nicolò)</p></div>
<p>Come dimostra il suo nuovo film (da oggi nelle sale), che Mollo ha presentato ieri sera nella sua Reggio, nella terza delle anteprime promosse in <strong>Calabria</strong> dalla <strong>Film Commission</strong> (che, ha affermato il presidente <strong>Citrigno</strong>, ha sostenuto il film in fase di post-produzione: &#8220;un onore mettere il nostro marchio su questo film, un piccolo gioiello e il regista è un&#8217;eccellenza calabrese. Da cosentino ve lo invidio&#8221;).</p>
<p>Un successo di pubblico, in un cinema Aurora affollato, per il ritorno nella sua città di un giovane regista che mostra, nella sua produzione, di avere un legame forte con il territorio: &#8220;La Calabria &#8211; afferma nel corso dell&#8217;incontro con gli spettatori, introdotto dalla giornalista <strong>Raffaella Salamina</strong> &#8211; è fortemente cinematografica&#8221;. E lo è nei suoi contrasti, ma anche nella sua forza salvifica, in quel mare che ha sempre una funzione catartica nei film di Mollo: &#8220;In Calabria quello che è impossibile diventa possibile&#8221;.</p>
<div id="attachment_1294" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3171-come-oggetto-avanzato-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1294" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3171-come-oggetto-avanzato-1-300x199.jpg" alt="Il pubblico presente al cinema Aurora (foto Antonella Nicolò)" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il pubblico presente al cinema Aurora (foto Antonella Nicolò)</p></div>
<p>&#8220;E&#8217; un po&#8217; un film sul futuro&#8221;, sottolinea il giovane autore. &#8220;Volevo riuscire a raccontare la mia generazione, che prova ad immaginare un futuro e lo fa con coraggio&#8221;.</p>
<p>Si sofferma, quindi, sui due attori protagonisti, <strong>Luca Marinelli e Isabella Ragonese,</strong> attorno ai quali è costruito il film: &#8220;Luca l&#8217;ho conosciuto al Festival di Berlino, mentre Isabella l&#8217;ho proprio &#8216;pedinata&#8217; e poi siamo riusciti a lavorare insieme. Due attori fantastici&#8221;.</p>
<div id="attachment_1295" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3200-come-oggetto-avanzato-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1295" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3200-come-oggetto-avanzato-1-300x200.jpg" alt="Mollo scatta un selfie con il pubblico (foto Antonella Nicolò)" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Mollo scatta un selfie con il pubblico (foto Antonella Nicolò)</p></div>
<p>Quindi, un accenno alla musica, altro elemento importante del film e utilizzata &#8220;come momento emotivo, non solo di colore&#8221;.</p>
<p>Tanti aspetti, dunque, che formano un&#8217;opera che, ancora una volta, riesce a parlare al cuore, riesce a parlare di una generazione che finora difficilmente è stata fotografata con realismo, e riesce a fondere, a rinsaldare quel legame tra cinema e territorio, con una funzione salvifica importante attribuita al sud che è qualcosa di molto contemporaneo: insomma, sempre più &#8220;sud, si gira&#8221;!</p>
<div id="attachment_1297" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3141-come-oggetto-avanzato-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1297" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3141-come-oggetto-avanzato-1-300x200.jpg" alt="Fabio Mollo intervistato dalle tv prima della proiezione (foto Antonella Nicolò)" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Fabio Mollo intervistato dalle tv prima della proiezione (foto Antonella Nicolò)</p></div>
<div id="attachment_1296" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3137-come-oggetto-avanzato-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1296" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/DSCF3137-come-oggetto-avanzato-1-300x200.jpg" alt="Il regista durante un'intervista (foto Antonella Nicolò)" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il regista durante un&#8217;intervista (foto Antonella Nicolò)</p></div>
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		<title>&#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;: un viaggio interiore firmato dal talento registico di Fabio Mollo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Mar 2017 17:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Ferruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Mollo]]></category>
		<category><![CDATA[Il padre d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Ragonese]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;</strong> è una conferma: è la conferma del talento di <strong>Fabio Mollo,</strong> che &#8211; dopo il successo del film d&#8217;esordio, <strong>&#8220;Il sud è niente&#8221;,</strong> e quello del documentario &#8220;<strong>The Young Pope &#8211; A tale of filmmaking&#8221;</strong>, candidato ai Nastri d&#8217;argento Documentari &#8211; torna alla regia di un lungometraggio, dando prova ancora una volta di una grande capacità di racconto visivo e di costruzione di personaggi eterei e concreti al tempo stesso, che affascinano lo spettatore grazie al suo modo di saperlo condurre all&#8217;interno del &#8220;gioco&#8221; del cinema; è la conferma anche del grande talento, della versatilità, del trasformismo del protagonista, un <strong>Luca Marinelli</strong> straordinario nel saper diventare ogni volta il personaggio, rendendosi irriconoscibile rispetto al ruolo precedente, sapendo così essere attore, nel senso pieno del termine; è la conferma anche della grande possibilità &#8211; anzi, ormai capacità accertata e in corso di sviluppo &#8211; del cinema di diventare tutt&#8217;uno con i territori che rappresenta, di farne nuovi protagonisti, di leggerli in maniera innovativa, grazie ad un &#8220;on the road&#8221; che del viaggio nel nostro Paese fa un viaggio dell&#8217;anima.</p>
<div id="attachment_1283" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/padre_italia_imm_1998x1080_promo_300021127.jpg"><img class="wp-image-1283 size-medium" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/padre_italia_imm_1998x1080_promo_300021127-300x162.jpg" alt="padre_italia_imm_1998x1080_promo_300021127" width="300" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Isabella Ragonese in una scena del film</p></div>
<p>Questo &#8211; e, come vedremo, molto altro &#8211; è <strong>&#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;</strong>, <strong>nelle sale dal 9 marzo </strong>(preceduto da<strong> un&#8217;anteprima nazionale al Modernissimo di Cosenza il 5 marzo, e da altre due prime, al Teatro Grandinetti di Lamezia il 6 ed al Cinema Aurora di Reggio Calabria </strong>(città natale di Mollo e tra le location protagoniste del film)<strong> l&#8217;8 marzo.</strong></p>
<p>Tornano, nel secondo film di Fabio Mollo, le atmosfere rarefatte, l&#8217;originalità di sguardo, la cura per l&#8217;aspetto visivo (magnifico l&#8217;incipit, dove il gioco di luci è fondamentale, come in altre parti, nonchè la ripresa della protagonista, nuda e incinta, velata da una tenda bianca) che non è estetismo, ma forma di narrazione, moderna ma non sganciata da un gusto artistico che si nutre di canoni &#8220;classici&#8221; (in questo, si avvicina sicuramente allo stile di Sorrentino, ma meno astratto o dai toni grotteschi), l&#8217;essenzialità delle parole. Strumenti che sono funzionali ad un racconto che, anche in questo caso, come nel film d&#8217;esordio, è legato ad una scoperta di se stessi, ad una crescita: il divenire genitori o l&#8217;interrogarsi su questo cambiamento, su questa scelta, come momento spartiacque della propria esistenza, come momento in cui si diventa adulti. E le domande si susseguono, ma non sempre esplicitate: sono quelle che nascono &#8211; o tornano &#8211; dall&#8217;incontro tra Paolo, reduce dalla fine del lungo rapporto con il suo compagno e che vive una vita molto razionale, e Mia, cantante, incinta, colorata ed esuberante, che lo travolge con la sua &#8220;follia&#8221;, in un viaggio da nord a sud, alla ricerca, appunto, di se stessi.</p>
<div id="attachment_1282" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/padre_italia_imm_1998x1080_promo_300014468.jpg"><img class="wp-image-1282 size-medium" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2017/03/padre_italia_imm_1998x1080_promo_300014468-300x162.jpg" alt="padre_italia_imm_1998x1080_promo_300014468" width="300" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Marinelli</p></div>
<p>Luca Marinelli, come si diceva, si allontana dalle sue due ultime performance (quella struggente in &#8220;Non essere cattivo&#8221; e quella camaleontica in &#8220;Lo chiamavano Jeeg Robot&#8221;, con la quale ha vinto il David di Donatello), dando ulteriore prova di sapere stupire, di sapere essere attore che diviene altro da sè, rinnovandosi in ogni interpretazione e coinvolgendo con una forza che lascia senza fiato, facendo vivere allo spettatore gran parte del film attraverso il suo sguardo. Accanto a lui, una <strong>Isabella Ragonese</strong> istrionica, nei panni di un personaggio sicuramente non facile, sopra le righe, ma che nasconde &#8211; anche a se stesso &#8211; un&#8217;umanità fragile. Senza contare la sempre bravissima <strong>Anna Ferruzzo</strong>, in un ruolo intenso e duro; e, in un cameo, <strong>Miriam Karlkvist</strong>, lanciata proprio da Mollo come protagonista del suo primo film.</p>
<p>E poi, &#8220;luoghi non luoghi&#8221; dell&#8217;Italia del nord, che si alternano a facce, vicoli, strade meno note di quel sud che ritorna prepotente: il paesaggio, l&#8217;architettura, che non sono solo contorno, set, sfondo, ma essenza di un racconto in cui il viaggio non è uno strumento della trama, ma ne è fondamento. E&#8217; il sud che torna &#8211; anche con una &#8220;autocitazione&#8221;, in un dialogo, del precedente &#8220;Il sud è niente&#8221;, con quel &#8220;niente&#8221; che in realtà è tutto -, quel sud che diviene essenza di vita, famiglia (tema fondamentale dell&#8217;opera, tra assenze, presenze, desideri e rifiuti), contrasti: e quel mare che, anche in questo caso, è strumento catartico, di rinascita. Proprio al sud, il racconto assume forme nuove, se possibile ancora più intense, così come si rinnovano i personaggi: quella sintesi poetica tra concretezza e sogno, che è la cifra stilistica di un film e di una bella conferma.</p>
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		<title>Fabio Mollo torna al cinema con &#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2017 19:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il sud è niente]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; attesissimo e già dalle immagini del trailer si nota un&#8217;ulteriore maturità nell&#8217;approccio visivo e dell&#8217;arte di girare con uno stile unico: Fabio Mollo torna al cinema, dopo il grande successo del suo esordio nel lungometraggio, &#8220;Il sud è niente&#8221;. E lo fa con &#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;, interpretato da due tra i migliori attori della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it/fabio-mollo-torna-al-cinema-con-il-padre-ditalia/">Fabio Mollo torna al cinema con &#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it">Sud si gira</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; attesissimo e già dalle immagini del trailer si nota un&#8217;ulteriore maturità nell&#8217;approccio visivo e dell&#8217;arte di girare con uno stile unico: <strong>Fabio Mollo</strong> torna al cinema, dopo il grande successo del suo esordio nel lungometraggio, &#8220;Il sud è niente&#8221;. E lo fa con <strong>&#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221;</strong>, interpretato da due tra i migliori attori della nuova generazione, <strong>Isabella Ragonese e Luca Marinelli</strong>, reduci rispettivamente dai successi della serie &#8220;Rocco Schiavone&#8221; e dei film &#8220;Lo chiamavano Jeeg Robot&#8221; (per il quale Marinelli ha vinto il David di Donatello come migliore attore non protagonista) e &#8220;Non essere cattivo&#8221;. Due interpreti intensi e versatili per un film che sarà nelle sale dall&#8217;<strong>8 marzo</strong> e che &#8211; come si diceva &#8211; dal primo trailer rivela ancora una volta quel modo unico di saper raccontare per immagini, quella capacità di riprendere volti e situazioni con stile poetico che Mollo ha già rivelato ne &#8220;Il sud è niente&#8221;. Stile onirico e di grande intensità visiva che lo avvicina anche a Paolo Sorrentino, che Mollo ha filmato durante il suo lavoro, avendo diretto il documentario <strong>&#8220;The Young Pope: A tale of filmmaking&#8221;</strong>, opera molto importante, che ci ha restituito sia lo stile di Sorrentino, sia tutto lo studio effettuato da regista e interpreti, e che ha fornito uno strumento analitico e critico interessante per comprendere ed apprezzare la serie tv.</p>
<p>Tornando al film, &#8220;Il padre d&#8217;Italia&#8221; è incentrato sulla storia di due giovani, Paolo, 30 anni e una vita solitaria, segnata da un grande dolore, e Mia, incinta al sesto mese, che sconvolge la vita del ragazzo, in un viaggio attraverso l&#8217;Italia e attraverso se stessi. &#8220;Con Il Padre d&#8217;Italia &#8211; afferma Fabio Mollo &#8211; cerco di riflettere su uno dei temi centrali della nostra società e in particolare della mia generazione: il futuro. Un futuro che è rappresentato principalmente dal momento in cui si smette di essere figli e si comincia a diventare genitori&#8221;.</p>
<p>Il regista &#8211; che anche in questo caso ha scritto la sceneggiatura insieme a <strong>Josella Porto</strong> &#8211; è tornato a filmare alcune scene del film nella sua <strong>Reggio Calabria</strong>, la città che è stata protagonista del suo esordio nel lungometraggio. Il film, come si diceva, è complessivamente un viaggio nel sud, verso il sud, un &#8220;on the road attraverso il nostro paese alla ricerca del futuro &#8220;. Mollo evidenzia, inoltre, come nell’estetica e nell’impatto visivo il film sia &#8220;eclettico e dinamico, supportato da una colonna sonora elettronico-pop con incursioni anni ‘80 e rivisitazioni contemporanee di classici di quell’epoca&#8221;.</p>
<p>Parlando ancora del cast, poi, oltre a Marinelli e Ragonese, da citare anche la bravissima <strong>Anna Ferruzzo e Miriam Karlkvist</strong>, già intensa protagonista proprio de &#8220;Il sud è niente&#8221;.</p>
<p>Grande attesa, dunque, per questo nuovo lungometraggio del regista reggino che, qualche giorno fa, ha intanto concluso le riprese, in Puglia, di una serie tv &#8211; nell&#8217;ambito del ciclo &#8220;Liberi sognatori. Le idee non si spezzano mai&#8221;, targato Taodue &#8211; dedicata alla figura di Renata Fonte, interpretata da Cristiana Capotondi.</p>
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		<title>Al via a Palermo le riprese del film &#8220;Il figlio&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 12:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Al via a Palermo le riprese del film “Il figlio”, opera prima di Federico Cruciani che vede tra gli interpreti Paolo Briguglia. Un film il cui cast artistico e tecnico è interamente siciliano e che, come si diceva, segna il debutto nel lungometraggio di Federico Cruciani, sin da giovanissimo impegnato come assistente alla regia nell’ambito [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Al via a <strong>Palermo</strong> le riprese del film <strong>“Il figlio”</strong>, opera prima di <strong>Federico Cruciani</strong> che vede tra gli interpreti <strong>Paolo Briguglia.</strong> Un film il cui cast artistico e tecnico è interamente siciliano e che, come si diceva, segna il debutto nel lungometraggio di Federico Cruciani, sin da giovanissimo impegnato come assistente alla regia nell’ambito di importanti produzioni teatrali italiane, e poi come regista in eventi come <em>Roberto Zucco</em> di Koltès, messo in scena presso l’Air Terminal di Stazione Ostiense, e <em>Salinger on the Beach</em>, presso i Cantieri Culturali di Palermo. Tra gli sceneggiatori, inoltre, oltre allo stesso Cruciani, Paolo Pintacuda e Giacomo Cacciatore, anche <strong>Josella Porto</strong>, già co-sceneggiatrice del successo cinematografico dello scorso anno, ovvero <strong>“Il sud è niente”, del reggino Fabio Mollo.</strong></p>
<p>“Il figlio”, prodotto da Revolver S.r.l., è incentrato sul rapporto tra un padre e il figlio di dieci anni, rapporto che viene messo in crisi dalle verità che l’uomo nasconde alla sua famiglia.</p>
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		<title>Al via l&#8217;Ischia Film Festival</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2014 21:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dal 28 Giugno al 5 Luglio 2014, presso il Castello Aragonese di Ischia, avrà luogo la dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival, diretto da Michelangelo Messina e realizzato con l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, l’adesione del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano e con il contributo del MiBAC Direzione Generale Cinema e della Regione Campania, Assessorato [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 28 Giugno al 5 Luglio 2014,</strong> presso il <strong>Castello Aragonese di Ischia</strong>, avrà luogo <strong>la dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival</strong>, diretto da Michelangelo Messina e realizzato con l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, l’adesione del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano e con il contributo del MiBAC Direzione Generale Cinema e della Regione Campania, Assessorato alla cultura.</p>
<p>Tutte le sere, a partire dalle ore 21, proiezioni all’aperto, omaggi e incontri con ospiti internazionali. Otto giorni ricchi di lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da oltre <strong>30 diversi paesi</strong> de lmondo. <strong>107 le opere</strong> selezionate, tra le quali <strong>7 anteprime mondiali e 28 anteprime nazionali</strong>.<br />
Ad arricchire le serate, incontri con registi e attori per “Parlare di cinema” sotto le stelle nel meraviglioso contesto storico\paesaggistico del Castello Aragonese.</p>
<p>Tra i personaggi che interverranno il premio Oscar <strong>Bille August</strong>, il regista italiano <strong>Pupi Avati</strong> (presidente di edizione), uno dei massimi esponenti del cinema israeliano, il regista <strong>Amos Gitai</strong>, l’attore <strong>Mattia Sbragia</strong> che presenterà al festival la sua opera prima come regista, i registi, <strong>Ugo Gregoretti, Davide Ferrario, Alessandro Rossetto, Fabio Mollo, Edoardo Winspeare, Angelo Longoni, </strong>l’attore americano <strong>Sean Kanan</strong>, famoso per l’interpretazione di Deacon nella nota serie Beautiful.</p>
<p>La giuria che decreterà i vincitori di questa edizione è composta dal <strong>direttore della fotografia Arnaldo Catinari, il documentarista Roland Sejko, l’attore Giovanni Esposito e lo scenografo di origini francesi Jean Manuel Martinez.</strong></p>
<p>Durante la kermesse vi è inoltre una sezione mercato con la <strong>‘Borsa Internazionale delle Location e del Cineturismo’,</strong> occasione di incontro tra il mondo del cinema e quello del turismo e il ‘<strong>Convegno internazionale sul Cineturismo’</strong>, che vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti del mondo del cinema correlato al marketing territoriale.</p>
<p>A completare il ricco programma la <strong>mostra fotografica</strong> “Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano (1949 – 2011) a cura di Antonio Maraldi.</p>
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		<title>Globi d&#8217;oro, vince il nuovo cinema girato a sud</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2014 10:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Globi d’oro, vince il nuovo cinema girato a sud.</strong></p>
<p>La cerimonia di consegna dei premi della stampa estera ha visto, tra gli altri, il trionfo di un nuovo cinema nato e realizzato al sud, quel cinema che riesce a leggere la realtà con la poesia dell’arte, che riesce ad essere ironico anche su temi importanti, che riesce a creare nuovi linguaggi che nascono proprio a sud.</p>
<p>E, dunque, tra i premiati spicca <strong>“In grazia di Dio”, di Winspeare</strong>, girato in <strong>Puglia</strong>, che ha ottenuto il <strong>Gran Premio</strong> della stampa estera. E poi una grande sorpresa, quella per il <strong>miglior cortometraggio</strong>, riconoscimento assegnato a <strong>“Sassywood” di Antonio Andrisani e Vito Cea</strong>, girato in <strong>Basilicata</strong>.</p>
<p>Il tutto senza contare i premi per altri film che quest’anno hanno riscosso successo sia di critica che di pubblico, come <strong>“Song ‘e Napule”,</strong> che ha ottenuto il premio per la musica, dopo il David di Donatello, o <strong>“La mafia uccide solo d’estate”,</strong> di Pif, premiato per la sceneggiatura, o <strong>“Salvo”,</strong> di Grassadonia e Piazza, premiato per la migliore attrice, Sara Serraiocco.</p>
<p>Insomma, un’annata di riconoscimenti importanti per il cinema del sud (tra i candidati ai Globi, da citare anche <strong>“Il sud è niente”, di Fabio Mollo</strong>), in attesa, naturalmente, di conoscere i vincitori dei Nastri d’argento.</p>
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