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	<title>Sud si gira &#187; David di Donatello</title>
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	<description>Cinema, tv e territorio</description>
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		<title>&#8220;Regina&#8221; di Alessandro Grande: la recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 17:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Una diversa concezione del rapporto cinema-territorio, quella più autentica: il territorio come linguaggio cinematografico, come elemento non accessorio ma protagonista, metafora &#8211; come sottolinea lo stesso regista &#8211; delle emozioni dei personaggi, elemento narrativo e non sfondo. <strong>Un territorio identitario e universale al tempo stesso</strong>: e per la <strong>Calabria</strong> è qualcosa che non è avvenuto con facilità in passato, anzi, possiamo dire che forse questa sia una delle rarissime volte in cui si è utilizzato il territorio in tal senso. Un film in cui si racconta una storia di un padre e di una figlia, di un rapporto familiare, di una crescita, di una presa di coscienza: <strong>una storia universale, raccontata in Calabria.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/11/OFF_Regina_04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1639" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/11/OFF_Regina_04-300x126.jpg" alt="OFF_Regina_04" width="300" height="126" /></a>&#8220;Regina&#8221; di Alessandro Grande</strong>, presentato oggi come unico film italiano in concorso al <strong>Torino Film Festival</strong>, rappresenta, dunque, un momento importante, che attesta un profondo cambiamento nella lettura del territorio, del fare cinema in questo territorio, raccontandolo e rendendolo metaforico al tempo stesso. Il tutto attraverso uno sguardo cinematografico ben preciso, ben calibrato, un uso della macchina da presa che mostra una maturità registica, una mano sicura, nonostante Grande sia alla prima prova nel lungometraggio: piani sequenza utilizzati non in chiave estetizzante, ma funzionali al racconto, per entrare nel racconto stesso, per seguire i personaggi nel loro percorso. E questo conferisce una fluidità di ritmo alla narrazione, che è sicuramente uno degli elementi portanti del film.</p>
<p>C&#8217;è il sogno della musica (che accomuna la giovane protagonista al regista), c&#8217;è il dolore inespresso di padre e figlia, ci sono i tanti non detti, mediati dagli sguardi di <strong>Francesco Montanari</strong> e della giovane <strong>Ginevra Francesconi</strong>, emozionante e talentuosa anche nel canto. E la musica è parte essenziale di &#8220;Regina&#8221;: la canzone principale, l&#8217;intera colonna sonora, si integrano perfettamente con le atmosfere del film, le creano insieme alla fotografia. Elementi che costruiscono la maturazione dei protagonisti, ma anche quella del cinema &#8220;made in Calabria&#8221;, che oggi viene attestata anche dalla prova di Grande.</p>
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		<title>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 14:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sud trionfa al cinema. Oltre la retorica. Oltre gli stereotipi.</p>
<p>Ai <strong>David 2018</strong> è il trionfo soprattutto di <strong>Napoli </strong>e della <strong>Calabria.</strong></p>
<p>E&#8217; il trionfo della Napoli di <strong>&#8220;Ammore e malavita&#8221;,</strong> che guarda anche alle contraddizioni, agli stessi stereotipi ribaltandoli, utilizzando la bellezza in una chiave catartica, riscoprendola e inquadrandola sotto aspetti nuovi. E, per favore, non chiamatelo &#8220;semplicemente&#8221; musical: il film dei <strong>Manetti</strong> è creatività, innovazione e cinematografia allo stato puro, a 360 gradi, è un modo di fare cinema nuovo &#8211; appunto &#8211; per l&#8217;Italia, ma che è profondamente italiano, come gli stessi registi &#8211; che non sono del sud, ma nessuno se ne accorge &#8211; rivendicano, criticando il vezzo di guardare sempre oltreoceano, verso stili di racconto che non ci appartengono.</p>
<p>E&#8217; la vittoria della Napoli della grande creatività: quella di <strong>&#8220;Gatta Cenerentola&#8221;</strong>, frutto di un lavoro interamente realizzato in questa città, da autori napoletani, con musicisti napoletani. Un film, non &#8220;solo&#8221; un film d&#8217;animazione, come sottolineato dai registi al momento della premiazione, ringraziando <strong>l&#8217;Accademia dei David</strong> proprio per aver inserito l&#8217;opera tra i migliori film. Un grande orgoglio, come ci aveva detto uno degli autori, <strong>Marino Guarnieri</strong>, intervenendo &#8211; lo scorso dicembre &#8211; , in qualità di giurato, <strong>al Pentidattilo Film Festival</strong>.</p>
<p>E&#8217; la vittoria della Napoli della bellezza che conquista, che inebria, di <strong>&#8220;Napoli velata&#8221;,</strong> o della Napoli dei quartieri storici, della antica e nuova architettura, il cuore della città, che emerge ne <strong>&#8220;La tenerezza&#8221;. </strong></p>
<p>E&#8217; anche la vittoria degli artisti napoletani, che sul palco riescono a commuovere: le lacrime di un gigante, come <strong>Renato Carpentieri</strong>, un grande del teatro, ma anche della tv (indimenticabile il suo Valerio Cafasso in quel gioiello della serialità televisiva che è stato <strong>&#8220;La squadra&#8221;</strong>) e del cinema, che con <strong>Gianni Amelio</strong> ha saputo valorizzarlo. Un grande che, ritirando il premio, non ha paura di usare una parola bellissima come &#8220;tenerezza&#8221; e di parlare della necessità di rischiare, chiamando a lavorare i tanti attori bravi che esistono in Italia. Come <strong>Serena Rossi</strong>, altra eccellenza napoletana, poliedrica, emozionata ed emozionante, personaggio dell&#8217;anno, a nostro parere, sia in campo cinematografico che televisivo (non parliamo di rivelazione, perchè per noi è già una certezza, da tempo).</p>
<p>Ma è la vittoria anche della <strong>Calabria</strong>, di chi lavora in questo campo, dei giovani che cercano di portare sul grande schermo la loro creatività, come <strong>Alessandro Grande</strong>, vincitore del <strong>premio per il miglior cortometraggio</strong> con <strong>&#8220;Bismillah&#8221;,</strong> o di chi ha scelto di vivere in Calabria e di raccontarla, come <strong>Jonas Carpignano</strong> che con <strong>&#8220;A Ciambra&#8221;</strong> ha conquistato il premio per la regia e per il montaggio. Una vittoria che ha dedicato a Gioia Tauro, dove ha girato il film: un&#8217;opera che non è documentario, anche se dal taglio realistico, ma visto con l&#8217;occhio di un giovane grande autore, che sa filmare come pochi altri. Una vittoria che è anche quella del <strong>progetto Lu.Ca.,</strong> ovvero della sinergia tra <strong>Calabria Film Commision e Lucana Film Commission</strong>, che ha sostenuto il film.</p>
<p>Ai David vince anche un film realizzato in <strong>Sicilia:</strong> premiato per la migliore sceneggiatura non originale <strong>&#8220;Sicilian Ghost Story&#8221;</strong> dei registi <strong>Antonio</strong> <strong>Piazza e Fabio Grassadonia, </strong>già vincitore al Sundance.</p>
<p>Insomma, il sud è sempre più protagonista: non una nuova tendenza &#8211; come oggi sembrano sottolineare tanti giornali, scoprendo improvvisamente la creatività di questi territori &#8211; bensì una tendenza che continua, da oltre 15 anni; una tendenza che cresce, sicuramente, forse più nella visibilità che nella creatività, che c&#8217;è sempre stata e che va soltanto scoperta e valorizzata. Sempre più. Con i premi, ma anche oltre i premi.</p>
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		<title>Molto sud anche nella candidature ai David di Donatello 2015</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2015 16:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Come lo scorso anno, anche per il 2015 c’è molto sud ai premi <strong>David di Donatello </strong>(che saranno consegnati il 12 giugno) . Non solo a livello numerico, ma con candidature molto “pesanti”, ovvero nelle categorie cosiddette maggiori, e soprattutto con ben tre film girati interamente o parzialmente al sud che fanno incetta di nomination. A partire da <strong>“Anime nere”, </strong>che raccoglie il maggior numero di candidature, ben 16: il film di <strong>Francesco Munzi</strong>, ambientato in <strong>Calabria</strong>, continua dunque il suo percorso di successo, dopo la presentazione a Venezia che gli ha dato una vetrina mondiale (ed il film è, infatti, ancora in “tour mondiale). Oltre alle nomination come miglior film, migliore regia, sceneggiatura, produzione, fotografia, scenografia, costumi, musica, canzone, montaggio ed altre candidature tecniche, anche quella per la migliore attrice non protagonista, <strong>Barbora Bobulova</strong>, e, ci piace sottolineare, quella per il miglior attore protagonista, ovvero <strong>Fabrizio Ferracane,</strong> apprezzato attore di teatro che ha conquistato meritatamente anche il grande schermo.</p>
<p>“Anime nere” è seguito, come numero di candidature, da un altro film che in parte è stato girato al sud, per la precisione a <strong>Napoli:</strong> parliamo de <strong>“Il giovane favoloso” di Mario Martone</strong>, che ha conquistato 14 candidature. E poi, si diceva, un terzo film, questa volta girato in <strong>Basilicata, </strong>una tra le migliori, se non la migliore commedia di quest’anno: parliamo di <strong>“Noi e la Giulia”,</strong> terzo lungometraggio firmato da <strong>Edoardo Leo</strong>, che ha ottenuto sette nomination (tra cui quella per la migliore sceneggiatura e, come attori non protagonisti, per <strong>Anna Foglietta, Claudio Amendola e Carlo Buccirosso</strong>).</p>
<p>Senza contare le cinque candidature di <strong>“Latin Lover”,</strong> il film di <strong>Cristina Comencini</strong> realizzato in <strong>Puglia:</strong> tra queste, quella come migliore attrice protagonista di <strong>Virna Lisi</strong>, qui alla sua ultima interpretazione per il grande schermo. Sempre <strong>“made in Puglia”</strong> anche <strong>“Sei mai stata sulla luna?”, di Paolo Genovese,</strong> che conquista una nomination per la migliore canzone, con il brano di <strong>Francesco De Gregori,</strong> e, restando in ambito musicale, si parla ancora di sud con il jazzista sardo <strong>Paolo Fresu,</strong> candidato come migliore musicista per la colonna sonora di <strong>“Torneranno i prati”. </strong></p>
<p>Insomma, sud ancora protagonista. Ma non finisce qui: un premio per il sud c’è già, quello per il migliore cortometraggio, girato anch’esso in <strong>Puglia</strong>, ovvero “<strong>Thriller”, del regista lucano Giuseppe Marco Albano. </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it/molto-sud-anche-nella-candidature-ai-david-di-donatello-2015/">Molto sud anche nella candidature ai David di Donatello 2015</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudsigira.it">Sud si gira</a>.</p>
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