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	<title>Sud si gira</title>
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	<description>Cinema, tv e territorio</description>
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		<title>&#8220;Il mio posto è qui&#8221;, storia di emancipazione femminile ambientata in Calabria</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2024 12:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una storia di empowerment femminile, di presa di coscienza, di riscatto, di autodeterminazione, in un piccolo paese della Calabria, nell’immediato dopoguerra: la storia di Marta, ragazza madre, promessa ad un vedovo più grande di lei, immersa in un’atmosfera patriarcale, trova la sua strada di realizzazione personale attraverso l’amicizia con Lorenzo, omosessuale, aiutante del parroco e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una storia di empowerment femminile, di presa di coscienza, di riscatto, di autodeterminazione, in un piccolo paese della Calabria, nell’immediato dopoguerra: la storia di Marta, ragazza madre, promessa ad un vedovo più grande di lei, immersa in un’atmosfera patriarcale, trova la sua strada di realizzazione personale attraverso l’amicizia con Lorenzo, omosessuale, aiutante del parroco e organizzatore di matrimoni. Due persone che uniscono le loro solitudini, la loro autenticità, alla ricerca del loro posto nel mondo: <strong>“Il mio posto è qui”</strong> è il film (dal 9 maggio nelle sale), firmato a quattro mani da <strong>Cristiano Bortone e Daniela Porto</strong>, anche autrice del libro da cui è stata tratta la sceneggiatura, girato lo scorso anno a <strong>Gerace</strong> e in parte anche in <strong>Puglia</strong>. Ma l’ambientazione &#8211; pur fondante, ispirata a racconti reali riportati alla regista dalla madre, calabrese come il padre dell&#8217;autrice &#8211; rappresenta un’universalità, una condizione che attraversa strati sociali, luoghi, come peraltro ci suggerisce “C’è ancora domani”, cui questo film, girato precedentemente, sembra ricollegarsi idealmente, attraverso il filo comune delle tematiche trattate.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui l’empowerment avviene per mezzo della conoscenza, della lettura, della cultura e soprattutto del lavoro, come elemento propulsivo per il riscatto di Marta; ma anche il tema dei diritti e, in particolare, di quello al voto per le donne è molto forte in questo film, e ritorna, come una costante, come primo passo per una presa di coscienza, attiva, coraggiosa, che la protagonista mostra fin da subito, mettendosi contro tutti (con l&#8217;aiuto anche di altre donne, dalla dolce e complice suocera, la sempre straordinaria Anna Maria De Luca, all&#8217;attivista del Pci, che la spinge a studiare dattilografia). Il percorso di Marta è, in questo senso, sofferto ma lineare, dubbioso nel prendere il “la”, nello staccarsi da doveri e convenzioni, ma frutto di un’anima desiderosa di determinarsi nella sua unicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Un personaggio cui dà vita, con grande intensità, <strong>Ludovica Martino</strong>, che si è calata con impegno e professionalità nel ruolo, in particolare nel restituire la realtà, la verità della protagonista attraverso il dialetto e risultando davvero molto credibile. Costruendo anche un connubio perfetto &#8211; che dà altrettanta credibilità al rapporto che si crea tra i due &#8211; con <strong>Marco Leonardi</strong>, che offre un’interpretazione forte e misurata nello stesso tempo. È sui loro volti, sul percorso dei loro personaggi, sul loro mutuo aiuto nel comprendere quale sia la strada da intraprendere, che si sviluppa e si regge il film. Accompagnato da un’ambientazione sicuramente inusuale, su una ruralità fotografata nella sua essenza, su una luce volutamente naturale, rifuggendo un&#8217;immagine di patinata perfezione che, comunque, ha raramente lambito questi luoghi, a livello cinematografico. Una scelta degli autori che riporta all’epoca della storia e tende a sottolineare l’ombra della sofferenza e, di contro, la luce di paesaggi che affascinano, nella natura incontaminata, gli unici posti in cui Marta si sente libera. Ambientazione che, tuttavia, va letta ed evoca una <strong>visione universale</strong>, uno sguardo su una problematica che riguardava &#8211; e purtroppo ancora riguarda &#8211; tutto il Paese, come ci ricorda non solo il film di Paola Cortellesi. Una visione che il film propone, appunto, da una prospettiva diversa (in cui, però, forse alcune storie collaterali, come il rapporto tra le sorelle, avrebbero meritato uno sviluppo maggiore), e con un linguaggio cinematografico più diretto, in cui anche l’uso del dialetto &#8211; spesso utilizzato al cinema come elemento aggiuntivo o folkloristico, che a volte rischia di far cadere nel macchiettistico &#8211; diviene invece elemento essenziale di racconto, non tanto iperrealistico, ma naturale.</p>
<div id="attachment_8309" style="width: 262px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-8309" src="https://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2024/05/il-mio-posto-e-qui-locandina-scaled.jpg" alt="" width="252" height="353" /><p class="wp-caption-text">La locandina del film</p></div>
<p style="text-align: justify;">Calabria, dunque, che ritorna nella lingua utilizzata, nell&#8217;ambientazione &#8211; pur se, come si diceva, in un&#8217;ottica universale, come spesso accade nel rapporto tra cinema e territori, in cui i luoghi possono avere la funzione di rappresentare temi e storie che superano confini ed epoche &#8211; e anche nel cast, con la presenza di interpreti calabresi, tra cui, oltre i già citati Leonardi e De Luca, anche <strong>Francesco Aiello</strong>, nel ruolo di Enrico, <strong>Saverio Malara</strong> (Don Antonio) e <strong>Francesco Arcudi</strong> (Davide).</p>
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		<title>Un archivio delle fiction e dei film girati al sud</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 11:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una parte molto importante di questo nuovo sito è quella relativa al progetto archivio: l’intento è quello di creare un vero e proprio archivio riguardante tutto ciò che è stato prodotto e realizzato al sud. Film fiction, video: l’archivio parte, al momento, dall’elenco di film e di fiction citato nel libro da cui il sito [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Una parte molto importante di questo nuovo sito è quella relativa al progetto archivio: l’intento è quello di creare <strong>un vero e proprio archivio riguardante tutto ciò che è stato prodotto e realizzato al sud. </strong></p>
<p>Film fiction, video: l’archivio parte, al momento, dall’elenco di film e di fiction citato nel libro da cui il sito prende il nome, ovvero “Sud, si gira”. Dunque, si parte da quanto prodotto tra il 2007 ed il 2011, per arricchire via via l’archivio con i titoli prodotti successivamente….e anche in precedenza, naturalmente!</p>
<p>Come si potrà notare, sarà composto da schede, con trailer e locandine, cui si potrà accedere sia per titolo che per regione in cui il film è stato girato.</p>
<p>Un’iniziativa che nasce da qui, da questo sito, per svilupparsi con il contributo di tutti coloro che avessero interesse a segnalare fiction o film girati al sud, inviando una mail a info@sudsigira.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Makari&#8221;: torna su Raiuno la serie con Claudio Gioè</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 11:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1696" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-6.jpg"><img class="wp-image-1696 size-medium" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-6-300x199.jpg" alt="Makari 6" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Claudio Gioè e Domenico Centamore</p></div>
<p style="text-align: justify;">Leggerezza sì, ma mantenendo la profondità di temi, senza superficialità: è così che produttori, cast e registi illustrano, in conferenza stampa, una delle caratteristiche di <strong>“Makari”</strong>, la serie tv giunta alla terza stagione, che andrà in onda, a partire da <strong>domenica 18 febbraio, </strong>su<strong> Raiuno</strong>. La leggerezza, la favola, che passa attraverso una <strong>Sicilia</strong> da scoprire nei suoi luoghi più particolari è l’essenza di questo prodotto, secondo la direttrice di <strong>Rai Fiction</strong>, <strong>Maria Pia Ammirati</strong>. Ma, senza dimenticare, aggiunge il produttore <strong>Carlo Degli Esposti</strong>, “gli stilemi del nostro lavoro, i capisaldi della nostra linea, con l’approfondimento e il desiderio di lasciare qualcosa di positivo”. &#8220;In questi anni &#8211; aggiunge &#8211; è stato raccontato il male in tutti i modi possibili. <strong>Palomar </strong>si vanta di non aver mai percorso quella strada e si trova in buona salute senza averla percorsa”.</p>
<div id="attachment_1697" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-10.jpg"><img class="size-medium wp-image-1697" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-10-300x200.jpg" alt="Ester Pantano" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Ester Pantano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Leggerezza, ma mai superficialità, &#8220;restando sempre onesti sul racconto dei sentimenti&#8221;, gli fa eco <strong>Monica Vullo</strong>, nuova regista della serie insieme a <strong>Riccardo Mosca</strong>, il quale, come espresso da Degli Esposti, evidenzia anche la bellezza dei luoghi, la ricerca di posti magari televisivamente inediti: da Mazzara a Palermo, passando per Favignana, Gibellina, con scene girate nel Cretto di Burri. Una Sicilia “divisa tra antico e nuovo, un viaggio dell’anima”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è il protagonista, <strong>Claudio Gioè</strong>, a sottolineare entrambi gli aspetti: la leggerezza non vista come semplicità, ma qualcosa che va conquistato, “è faticosa, bisogna lavorarci”. E, in questo, la scrittura è determinante: <strong>Gaetano Savatteri</strong>, l’autore dei romanzi da cui è tratta la serie, ha trovato &#8211; aggiunge l’attore, evidenziando un concetto che ha rimarcato fin dalla prima stagione &#8211; una chiave fondamentale per raccontare una Sicilia che cerca di togliersi di dosso gli stereotipi, per rilanciare una Sicilia contemporanea e scintillante di meraviglia, che andrebbe preservata, curata e messa in mostra per le future generazioni”.</p>
<div id="attachment_1698" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-9.jpg"><img class="size-medium wp-image-1698" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-9-300x200.jpg" alt="Antonella Attili" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Antonella Attili</p></div>
<p style="text-align: justify;">È la Sicilia di Saverio Lamanna, giornalista e scrittore, ritornato nella sua terra e spesso alle prese con casi polizieschi. Accanto a lui, ancora una volta, il mitico Piccionello, l’amico interpretato da <strong>Domenico Centamore</strong>, e la fidanzata Suleima, ovvero <strong>Ester Pantano</strong>. Nonchè Marilù, la proprietaria del ristorante in riva al mare, ma anche confidente di Lamanna; in questo ruolo ritroviamo <strong>Antonella Attili</strong>, che, in merito al suo personaggio, afferma: “per la prima volta una donna sola non triste, imprenditrice, un’immagine molto positiva. E’ sorprendente l’evoluzione del personaggio: sempre punto di riferimento per Saverio, questa volta sarà lui ad aiutarla in un momento un po’ complicato”. Sì, perchè uno dei temi delle quattro puntate di questa stagione sarà quello dei sentimenti, del ritorno di ex e della gelosia.</p>
<div id="attachment_1699" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-11.jpg"><img class="size-medium wp-image-1699" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2024/02/Makari-11-300x200.jpg" alt="Tuccio Musumeci e Claudio Gioè" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Tuccio Musumeci e Claudio Gioè</p></div>
<p style="text-align: justify;">E protagonisti di queste storie sentimentali saranno anche le due new entry, Michela e Giulio, i cui ruoli saranno ricoperti da<strong> Serena Iansiti</strong> ed <strong>Eugenio Franceschini</strong>, mentre personaggi fondamentali della serie saranno ancora il vice questore e il padre di Lamanna, ovvero <strong>Filippo Luna</strong> ed il grande <strong>Tuccio Musumeci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una terza serie più matura, con un protagonista ironico nel quale Gioè non ha paura di restare imbrigliato, anzi: “ma magari, imbrigliatemi pure!”.</p>
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		<title>Presentato il film &#8220;Sciacca &#8211; Un sogno fatto in Sicilia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2022 12:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Gerini]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Sciacca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Presentato lo scorso giovedì, nel corso di una conferenza stampa, il film “Sciacca &#8211; Un sogno fatto in Sicilia”: “cifra distintiva del progetto, la volontà di narrare una Sicilia diversa, lontana dagli stereotipi, ma anche la volontà di regalare al pubblico il “sogno” cui fa riferimento il titolo del film. Sogno che coniuga la bellezza [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato lo scorso giovedì, nel corso di una conferenza stampa, il film <strong>“Sciacca &#8211; Un sogno fatto in Sicilia”</strong>: “cifra distintiva del progetto, la volontà di narrare una Sicilia diversa, lontana dagli stereotipi, ma anche la volontà di regalare al pubblico il “sogno” cui fa riferimento il titolo del film. Sogno che coniuga la bellezza dei luoghi con l’accoglienza della terra di Sicilia, in cui, come avviene nella trama del film, tutto sembra ricomporsi e riacquistare la giusta dimensione di una realtà vera che traduce i sogni di ciascuno dei protagonisti, divenendo “salvifica” per tutti. Concetto ribadito più volte nella conferenza stampa”: introdotti dal giornalista <strong>Marco Bonardelli</strong>, sono intervenuti il produttore americano <strong>Adam Leipzig</strong> (premio Oscar per film come “L’attimo fuggente” e vincitore di prestigiosi riconoscimenti come Golden Globe, Bafta ed Emmy),  la regista <strong>Michela Scolari</strong> e il numeroso cast, con <strong>Lilly Englert (<em>nella foto</em>), Claudia Gerini, Francesco Leone e Ivo Romagnoli</strong> (anche produttore esecutivo con Leipzig e Scolari), <strong>Rocco Ancarola</strong>.  Si è parlato di genesi del film con la regista, “che ha raccontato il lungo e meticoloso lavoro di ricerca su storia e tradizioni popolari siciliane, non trascurando di intervistare le persone del luogo per avere conferma diretta dei suoi studi”.  ”Sono stata dottore di ricerca e studiosa in Comparatistica  &#8211; Tradizione e Innovazione: Letteratura, Teatro, Cinema &#8211; della Columbia University di New York &#8211; ha dichiarato &#8211; Da sempre, il mio focus è sul romanzo e sul cinema europeo e americano di matrice italiana, e il mio studio si è incentrato spesso sul rapporto tra i personaggi “stranieri” e l’Italia, intesa come personaggio vero e proprio. Quello che ho fatto per Sciacca è stato un lavoro atipico soprattutto di questi tempi, ma si è sempre fatto su film di qualità, ossia ricercare meticolosamente e a lungo prima di scrivere la sceneggiatura. Ho voluto un racconto che parlasse della realtà vera della Sicilia, in omaggio al verismo di Verga per restituire a questa bella terra ciò che le è stato tolto da vicende negative, che hanno dato luogo a pregiudizi e stereotipi. La Sicilia è terra di grandi scrittori e illustri letterati. Non è un caso che il sottotitolo del film, “Un sogno fatto in Sicilia”, sia una citazione da “Candido” di Leonardo Sciascia”.<br />
<strong>Lilly Englert</strong>, protagonista nei panni di Mia, si è soffermata sul suo personaggio: “Mia è un’attrice che vive a New York e ha avuto un grande successo quando era adolescente, ma ora non lavora più e si è un po’ persa e ha un privato difficile da gestire. Un giorno finisce a Sciacca da sola dove incontra Nino e attraverso l’amore per questo ragazzo, per il luogo, le cose semplici, capisce cosa conta davvero nella vita. Questo film è speciale perché parla dell’amore fra due persone ma anche di come un luogo può salvare e la Sicilia veramente salva“.<br />
Nel ruolo di Nino, <strong>Francesco Leone</strong>: “E’ stata la realizzazione di un sogno per me lavorare in questo film e adoro da sempre Claudia Gerini. Il mio personaggio, Nino, è il classico artista che ha ereditato dal padre il mestiere dello scultore e, nonostante sia cercato e amato dalle ragazze, sogna una famiglia classica, con figli, cani e gatti. Quando si allontana da Sciacca è sempre per tornare, molto legato alle sue radici. In Mia forse riconosce il grande amore che ha sempre cercato”.<br />
<strong>Ivo Romagnoli</strong> veste i panni di Phil: “E’ il fratello di Nino, nonché suo alter ego, che dal piccolo mondo di provincia ha sempre preso le distanze per andare a inseguire il padre a New York, dove adesso vive ed è diventato uno dei finanzieri più importanti di tutta Wall Street. Il mio personaggio è abituato a vincere, ma vincerà anche nel contendere al fratello le attenzioni di Mia?”.<br />
“Tutte le volte che vengo in Sicilia mi sento a casa e questo progetto l’ho visto nascere”, ha affermato <strong>Claudia Gerini</strong>, che nel film ha il ruolo di Francesca. “Mi sono appassionata a questa storia, a questo viaggio nella memoria che è un viaggio che cambia tutti i personaggi del film.  Ognuno di loro è alla ricerca di se stesso. Quando ho letto la sceneggiatura ho notato come diventasse sempre più siciliana, e mi è piaciuto questo processo di sicilianizzazione. Per il ruolo della figlia di Francesca mi hanno chiesto se conoscessi una ragazzina che potesse interpretarla ed ho risposto che ce l’avevo in casa. Così mia figlia Linda Zampaglione è stata scelta per esserlo anche nel film. Il mio personaggio è Francesca, una donna ricca per aver fatto un buon matrimonio, che però al momento della storia è in crisi. Riuscirà L’aria di Sciacca a salvare anche il suo rapporto col marito?”.<br />
“Il produttore siciliano <strong>Antonio Chiaramonte</strong>, vincitore di due premi alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2020 come miglior produttore internazionale e nel 2021 come miglior film con “Lupo Bianco”, ha confermato che l’esperienza sul set è stata vivificante, addirittura elettrizzante”.<br />
Il film è stato girato tra <strong>New York, Agrigento, nella splendida Valle dei Templi, e Sciacca</strong>. Vincitore del bando della Sicilia Film Commission, che ne supporta la realizzazione, è una co-produzione fra le società statunitensi Credential Media Venture ed Entertainment MediaPartners di Adam Leipzig e le italiane FilmIn’Tuscany, Tramp Limited e Tilt Production.<br />
Entertainment MediaPartners distribuirà “Sciacca” nel resto del mondo col titolo internazionale “Sicilian Holiday”. La distribuzione italiana sarà curata da Rai Cinema.</p>
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		<title>Al Giffoni Next Generation, &#8220;La Divina Commedia&#8221; in realtà virtuale 3D</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 15:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giffoni Film Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[La Divina Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;ETT, industria digitale creativa del Gruppo SCAI, tra i protagonisti dI Giffoni Next Generation, evento dell’innovazione targato Giffoni Innovation Hub, nell’ambito del Giffoni Film Festival, in corso a Giffoni Valle Piana, provincia di Salerno, dal 21 al 30 luglio. ETT è presente, per tutte le giornate del festival, al Giffoni Village all&#8217;interno della Multimedia Valley [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;ETT, industria digitale creativa del Gruppo SCAI, tra i protagonisti dI <strong>Giffoni Next Generation</strong>, evento dell’innovazione targato Giffoni Innovation Hub, nell’ambito del Giffoni Film Festival, in corso a Giffoni Valle Piana, provincia di Salerno, dal 21 al 30 luglio.<br />
ETT è presente, per tutte le giornate del festival, al Giffoni Village all&#8217;interno della Multimedia Valley con uno spazio dedicato nello stand di Giffoni Innovation Hub riservato al VR.  In programma la proiezione del cortometraggio in realtà virtuale <strong>“La Divina Commedia VR: l&#8217;Inferno, un viaggio immersivo”</strong>.  A presentare l’opera,  in un panel dedicato,  <strong>Adele Magnelli</strong>, International Project Manager, ETT S.p.A. Gruppo SCAI.</p>
<div id="attachment_1680" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2022/07/795b6a04-ee36-423d-95cd-c0f2b242a8f1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1680" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2022/07/795b6a04-ee36-423d-95cd-c0f2b242a8f1-300x200.jpg" alt="Adele Magnelli e Alessandro Cavallaro con gli organizzatori di Giffoni Next Generation " width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Adele Magnelli e Alessandro Cavallaro (seconda e quarto da sinistra) al Giffoni Next Generation</p></div>
<p>Il cortometraggio, della durata di circa sette minuti, accompagnato dalla voce dell’attore <strong>Francesco Pannofino</strong>, permette allo spettatore di vestire i panni del Sommo Poeta e di varcare le soglie dell’Inferno per intraprendere il suo viaggio. Integrazione di computergrafica e riprese cinematografiche in Realtà Virtuale, grazie alle quali è possibile vivere un’esperienza coinvolgente ed immersiva. In particolare, ETT si è occupata interamente della produzione in CGI Animation, con un lungo lavoro di ideazione, progettazione e realizzazione di modelli animati in 3D, partendo da uno storyboard profondamente legato ai versi e alle allegorie della Divina Commedia.</p>
<p>L’opera ripercorre alcuni momenti significativi dell’Inferno evocato da Dante. Strutturato come una virtuosa integrazione di riprese live, post-produzione video, computer-grafica e modellazione/animazione 3D, il primo capitolo della trilogia offre allo spettatore modalità innovative e altamente immersive di fruizione del mondo immaginato all’interno di uno dei capolavori della letteratura e della poesia mondiale, simbolo dell’identità linguistico-culturale del nostro Paese. La grande letteratura e tecnologie avanzate si incontrano, dunque, grazie al concetto di immersione. Accompagnando il fruitore in un’esperienza assimilabile sia alla tradizionale lettura di un buon libro, sia in un transfert dal mondo reale all&#8217;immaginario.</p>
<p><strong>Giovanni Verreschi</strong>, ad di ETT S.p.A. Gruppo SCAI, commenta: ”Siamo lieti di partecipare a Giffoni Next Generation. Il progetto La Divina Commedia VR è un’opera cinematografica ma rappresenta soprattutto un utile strumento educativo. Un prodotto realizzato con l’intento di rendere accessibile alle giovani generazioni uno dei massimi capolavori della letteratura universale grazie all’uso delle nuove tecnologie e individuando inedite formule narrative. Crediamo, quindi, lo stand dedicato alla VR da Giffoni Innovation Hub sia il contesto più adeguato per presentare La Divina Commedia VR – conclude Verreschi &#8211; un evento che è molto più di un festival cinematografico per la forza dei valori che esprime e per la capacità di ascolto e il suo forte legame con il pubblico dei giovanissimi”.</p>
<p>Il prodotto audiovisivo è stato realizzato con la regia e la sceneggiatura di Federico Basso, Alessandro Parrello ha curato la regia e la sceneggiatura delle riprese live. Inoltre, con colonne sonore originali firmate da Marco Morini, è stata posta particolare attenzione al sound design per arricchire l’esperienza dello spettatore a 360° gradi&#8221;.</p>
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		<title>La Calabria e l&#8217;universalità di un territorio nel film &#8220;Il paese interiore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 17:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[il paese interiore]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Calvetta]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Curcio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un modo differente di guardare alla Calabria, di descriverla. E soprattutto di parlarne per immagini: dove l&#8217;immagine non è mai didascalica, non sottolinea, ma evidenzia quella metafora che il paese rappresenta, &#8220;ogni luogo contiene il mondo&#8221;. E&#8217; il modo di leggere la Calabria che traspare da Il paese interiore, il mediometraggio scritto e diretto dal [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un modo differente di guardare alla Calabria, di descriverla. E soprattutto di parlarne per immagini: dove l&#8217;immagine non è mai didascalica, non sottolinea, ma evidenzia quella metafora che il paese rappresenta, &#8220;ogni luogo contiene il mondo&#8221;. E&#8217; il modo di leggere la Calabria che traspare da <i>Il paese interiore</i>, il mediometraggio scritto e diretto dal giornalista <b>Luca Calvetta</b> (che da anni si occupa della parte culturale e di approfondimento del programma <i>diMartedì</i>, condotto da Giovanni Floris), con la fotografia e il montaggio di <b>Massimiliano Curcio</b>, e che si ispira all&#8217;opera dell&#8217;antropologo <b>Vito Teti</b>.</p>
<p>L&#8217;universalità di un territorio, dunque, questa capacità del luogo (di quelli del sud in particolare) di contenere in sè ogni tempo e ogni spazio, ogni contrasto che poi riflette quello interiore dell&#8217;uomo, è al centro della visione moderna del cinema, del suo rapporto con i territori: come ripetiamo da tempo, il paesaggio, il territorio, non solo cartolina e il luogo non solo immagine di un aspetto, ma insieme di contrasti e di voglia di rinascita, che il luogo stesso riflette.</p>
<p>Immagini che sostengono le parole e viceversa: è come se <i>Il paese interiore</i> fosse riuscito a tradurre per immagini le parole di Vito Teti (che appare nel corto, ma mai intervistato, così come quasi tutte le persone ritratte: i loro pensieri, le loro riflessioni riecheggiano attraverso la voce narrante, quella &#8211; dalla straordinaria capacità affabulatoria &#8211; di Ascanio Celestini). La storia, le scelte, il modo di guardare ai luoghi dell&#8217;antropologo si riflettono con profondità in questo medioometraggio, che sceglie uno stile visivo che va oltre il documentario, la testimonianza, per cogliere l&#8217;anima del luogo stesso. Anche in questo, alcune immagini sembrano rimandare a quelle delle opere di Michelangelo Frammartino, che nel paesaggio, nei territori della Calabria vede una fonte di linguaggio cinematografico e negli stessi territori legge le fasi della vita dell&#8217;uomo, con realismo e poeticità al tempo stesso. Chi, come gli autori, conosce bene questi luoghi, sa ritrarli in profondità e cogliere quell&#8217;anima sospesa che li caratterizza.</p>
<p>Un lavoro, quello di Luca Calvetta e Massimiliano Curcio, da vedere e rivedere, rileggendo Teti e pensando a De Seta.</p>
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		<title>Ischia Film Festival: anche &#8220;Regina&#8221; (girato in Calabria) tra i film in concorso</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2021 18:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Grande]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Ischia Film Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Regina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Saranno otto i paesi che si contenderanno il premio per il miglior film alla 19esima edizione dell’Ischia Film Festival che si terrà in presenza di pubblico e talent dal 26 giugno al 3 luglio. Opere in concorso provenienti da Israele, Francia, Finlandia, Cina, Stati Uniti, Polonia, Portogallo e Italia, che saranno introdotte dal vivo dai [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno otto i paesi che si contenderanno il premio per il miglior film alla<b> 19esima edizione dell’Ischia Film Festival</b> che si terrà <b>in presenza</b> di pubblico e talent dal <b>26 giugno al 3 luglio</b>. Opere in concorso provenienti da Israele, Francia, Finlandia, Cina, Stati Uniti, Polonia, Portogallo e Italia, che saranno introdotte dal vivo dai registi e dalle loro delegazioni negli spazi della Piazza d’Armi e in quelli suggestivi della Chiesa Barocca del Castello Aragonese di Ischia.</p>
<p>&#8220;Un ritorno all’internazionalizzazione a cui per causa di forza maggiore abbiamo dovuto rinunciare l’anno scorso”, ha dichiarato entusiasta il direttore del festival <b>Michelangelo Messina</b>.</p>
<p>Sarà presentato in anteprima mondiale “<b>Mr. Motor”</b>, di Hehe Mi, mentre farà la sua prima uscita internazionale “<b>Echoes of the Empire: Beyond Genghis Khan”</b>, di Robert H. Lieberman. E ancora, altre prime italiane, come “<b>Le Café de mes Souvenirs”</b>, di Valto Baltzar, o “<b>Pozzis, Samarcanda”</b>, di Stefano Giacomuzzi. E, tra i film in concorso, anche un film girato in Calabria, che ha già riscosso un grande successo al Torino Film Festival: parliamo di <strong>&#8220;Regina&#8221;, di Alessandro Grand</strong>e, autore già ospite in passato dell’Ischia Film Festival e vincitore della sezione cortometraggi nel 2013 con “Margerita”.</p>
<p>Riconfermata anche la <b>giuria internazionale,</b> composta da Karin Hoffinger del Festival di Berlino, Emanuela Martini, già direttrice del Torino Film Festival, e dal croato Zlatko Vidackovic, direttore del Festival Internazionale di Pula.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tv e territori (del sud): una nuova tendenza che ha già 20 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 18:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
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		<category><![CDATA[L'amica geniale]]></category>
		<category><![CDATA[La vita davanti a sè]]></category>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Periodicamente si riaccendono i fari sulla tendenza, o meglio sul rinnovato rapporto sinergico <strong>cinema/serie tv-territori</strong>, in particolare <strong>territori del sud</strong>. Una nuova tendenza che ha già 20 anni, potremmo dire (e con cognizione di causa, dato che proprio da oltre 20 anni ne parliamo, scrivendone, ricercando, dando vita a libri ed anche a questo sito, il primo portale dedicato alle serie tv ed ai film girati al sud): certo, l&#8217;attenzione oggi riemerge, grazie a due serie ambientate a <strong>Napoli</strong>, nate da libri di <strong>Maurizio De Giovanni</strong>, ed andate in onda contemporaneamente su <strong>Raiuno (&#8220;Il commissario Ricciardi&#8221;, girato tra Napoli e Taranto, e &#8220;Mina Settembre&#8221;)</strong>; ed anche perchè tante altre serie si stanno girando a Napoli (solo per citarne una, &#8220;<strong>L&#8217;amica geniale&#8221;)</strong>. Non solo: un film ambientato a <strong>Bari, &#8220;La vita davanti a sé&#8221;,</strong> interpretato da <strong>Sophia Loren</strong>, ha avuto la nomination ai <strong>Golden Globe</strong>, mentre sul piccolo schermo arriva <strong>&#8220;Lolita Lobosco&#8221;</strong>, la nuova fiction ambientata in <strong>Puglia.</strong> In Sicilia, inoltre, è stata girata <strong>&#8220;Makari&#8221;,</strong> la serie che si pensa possa esserne degna erede di <strong>Montalbano</strong>, che ha reso l&#8217;isola protagonista sul piccolo schermo. Insomma, una tendenza che, più che essere riemersa in questi mesi, in realtà non è mai scemata proprio da 20 anni a questa parte.</p>
<p>E tutto ciò, come sottolineiamo da tempo, accade per vari motivi, non solo legati alla bellezza dei territori (che c&#8217;è sempre stata), o alla complessità dei territori stessi: o meglio, questa complessità è legata al sapere unire aspetti differenti anche a livello paesaggistico, storico, culturale, che consente ai territori di proporsi nella loro identità, ma anche universalità. E, soprattutto, questo consente loro anche di <strong>non essere soltanto sfondi, set, cartoline</strong>, ma di <strong>diventare protagonisti del racconto</strong>. Di far nascere, in alcuni casi, il racconto proprio dal territorio: <strong>il territorio diviene linguaggio</strong>. Senza contare il fatto &#8211; ed è una caratteristica che appartiene alla nostra produzione audiovisiva &#8211; che la maggior parte delle serie tv hanno una <strong>derivazione letteraria</strong>: in particolare, nascono da autori del sud, che il sud hanno raccontato, descritto, reso protagonista, come narrazione paradigmatica di tutto un Paese. E poi, c&#8217;è da contare anche il ruolo delle <strong>Film Commission</strong>, propulsore nell&#8217;attrarre produzioni e, dunque, creare indotto nei territori stessi.</p>
<p>Dunque, molti fattori che fanno parlare, da 20 anni e sempre più, di una <strong>tendenza &#8220;sud, si gira&#8221;</strong>!</p>
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		<title>&#8220;Una gioielleria di emozioni&#8221;: presentato il film &#8220;Natale in casa Cupiello</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 16:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo De Angelis]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un &#8220;grande regalo per tutti gli italiani&#8221;, con l&#8217;auspicio e l&#8217;intento di coinvolgere e attrarre i giovani, aspetto che rappresenta &#8220;una medaglia per la Rai&#8221;: così i direttori di Raiuno, Stefano Coletta, e di Raifiction, Maria Pia Ammirati, hanno definito &#8220;Natale in casa Cupiello&#8221;, il film diretto da Edoardo De Angelis ed interpretato da Sergio [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un &#8220;grande regalo per tutti gli italiani&#8221;, con l&#8217;auspicio e l&#8217;intento di coinvolgere e attrarre i giovani, aspetto che rappresenta &#8220;una medaglia per la Rai&#8221;: così i direttori di Raiuno, <strong>Stefano Coletta</strong>, e di Raifiction, <strong>Maria Pia Ammirati</strong>, hanno definito <strong>&#8220;Natale in casa Cupiello&#8221;, il film diretto da Edoardo De Angelis</strong> ed interpretato da <strong>Sergio Castellitto</strong>, che andrà in onda su <strong>Raiuno il 22 dicembre.</strong> La produzione <strong>Picomedia </strong>è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa online. E, in questa occasione, due le notizie che sono scaturite: innanzitutto, il produttore <strong>Roberto Sessa</strong> ha preannunciato che questo film sarà il primo di una <strong>trilogia su Eduardo De Filippo</strong>, sempre con la regia di De Angelis e l&#8217;interpretazione di Castellitto. Il secondo film sarà &#8220;Non ti pago&#8221;, mentre il terzo titolo è in via di definizione.</p>
<p><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/1.M.Confalone-S.Castellitto-A.Pantaleo-P.Turco-A.Milo-A.Lapice-T.Laudadio-@Gianni-Fiorito-01940.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1650" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/1.M.Confalone-S.Castellitto-A.Pantaleo-P.Turco-A.Milo-A.Lapice-T.Laudadio-@Gianni-Fiorito-01940-215x300.jpg" alt="-1.M.Confalone S.Castellitto A.Pantaleo P.Turco A.Milo A.Lapice T.Laudadio - @Gianni Fiorito-01940" width="215" height="300" /></a>Inoltre, <strong>alla nostra domanda</strong> sulla possibilità di programmare su Raiuno anche altri appuntamenti che riguardino il teatro, sia &#8220;di teatro&#8221;, ovvero inteso come rappresentazione, che &#8220;sul teatro&#8221;, quindi come divulgazione e conoscenza, il direttore <strong>Coletta</strong> ha risposto che ci sarà &#8220;un tentativo sincretico per poter impiantare il teatro su Raiuno attraverso un altro genere&#8221;, ovvero &#8220;nell&#8217;intrattenimento pop di Raiuno&#8221; aprire una finestra &#8220;attraverso lo storytelling teatrale, con un personaggio che torna spesso sugli schermi di Raiuno, come Beppe Fiorello&#8221;, ma si pensa anche ad &#8220;altri tentativi in questa direzione da realizzare in primavera&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornando al film, <strong>Maria Pia Ammirati</strong> ha affermato che &#8220;più che di una commedia, più che di una fiction, parliamo di un evento. &#8220;Natale in casa Cupiello&#8221; è una grande celebrazione, in occasione dei 120 anni dalla nascita di Eduardo De Filippo e dei 90 anni dalla prima di questa opera teatrale&#8221;. &#8220;Un grande classico, un regalo per tutti gli italiani&#8221;, ha aggiunto la direttrice di RaiFiction, che ha anche sottolineato come si tratti di &#8220;una sfida da servizio pubblico, portare in televisione nel prime time di Rai1 il teatro e in particolare il teatro di Eduardo. E insieme la sfida sul piano del linguaggio, un lavoro affidato al regista Edoardo De Angelis, che non solo conosce Napoli, ma ha dato prova di essere una delle voci più originali del cinema italiano. Infine, una grande interpretazione di Sergio Castellitto e Marina Confalone. Rivisitare il teatro di Eduardo è un impegno dovuto, una memoria da custodire e rinnovare, portando al grande pubblico generalista e alle nuove generazioni l’opera di uno dei caposaldi del novecento teatrale italiano&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Guardando questo film, devo dire che ho pensato: questa sarebbe la Raiuno che mi piacerebbe fare sempre&#8221;, ha dichiarato il direttore di Raiuno, <strong>Stefano Coletta</strong>. &#8220;Perchè, al di là dell&#8217;opera che verrà consegnata, spero alla più grande platea possibile, regista e cast hanno avuto la capacità di mantenere altissimo il tirante emotivo di questa storia. Molto onorato che prima di Natale Raiuno possa offrire questo racconto, che richiama tutti noi su un tema, quello della famiglia. Questa opera mette insieme i chiaroscuri di ogni grande nucleo familiare con la maestria delle grandi professionalità che tutte insieme creano l&#8217;opera stessa. Castellitto è stato davvero un gigante, e anche Marina Confalone&#8221;. Ha, quindi, auspicato di poter ripetere, portare più spesso, con Maria Pia Ammirati, esperienze di questo tipo in tv: &#8220;il fatto che Raiuno possa consegnare quest&#8217;opera anche ad una piccola quota di persone giovani, che possano essere rapiti da questo racconto, è una medaglia per la Rai&#8221;.</p>
<p>Di sfida ha parlato anche il produttore del film, <strong>Roberto Sessa</strong>: &#8220;una sfida che è nata un paio di anni fa, alla Fiera del libro di Torino, dove ero stato invitato ad un convegno in cui si parlava della golden age della tv. Si parlava di ciò che viene fatto su Shakespeare in Inghilterra e allora ho pensato chi potesse essere il nostro Shakespeare ed ho pensato a De Filippo. Ho contattato la famiglia ed ho cercato di continuare questo progetto, di regalare un appuntamento quasi annuale con questo gigante&#8221;. Una trilogia, si diceva: &#8220;stiamo lavorando alle prossime commedie, la seconda sarà &#8220;Non ti pago&#8221;, il terzo titolo sarà definito entro la fine di quest&#8217;anno&#8221;. Regista sarà sempre De Angelis e protagonista Castellitto.</p>
<p><a href="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/S.Castellitto-A.Pantaleo-@Gianni-Fiorito-00728.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="http://www.sudsigira.it/wp-content/uploads/2020/12/S.Castellitto-A.Pantaleo-@Gianni-Fiorito-00728-300x200.jpg" alt="-.S.Castellitto A.Pantaleo - @Gianni Fiorito-00728" width="300" height="200" /></a>L&#8217;attore, che interpreta il ruolo che fu di Eduardo, dichiara: &#8220;sono abbastanza umile e abbastanza intelligente da non lanciare sfide. Eduardo è inarrivabile: ho fatto l&#8217;attore, ho recitato un ruolo, preso per mano da De Angelis che ci ha accompagnato in questa <strong>gioielleria di emozioni</strong>, un testo che è mix straordinario di comicità e dramma, una sorta di percorso che ogni personaggio fa. Non ho mai avuto paura di recitare, interpretare Luca Cupiello: è il più vecchio di tutti, ma è l&#8217;unico che riesce a conservare l&#8217;innocenza del bambino. L&#8217;innocenza di Luca è pari alla sua potenza. Ogni anno cerca di ricomporre i pezzi emotivi di questa famiglia che oggi definiremmo disfunzionale. Ricomporre la nostalgia dell&#8217;amore: questo grazie alla messinscena di De Angelis. Il regista ha fatto qualcosa di speciale, ne ha preso il testo, ne ha rispettato la tradizione, se vogliamo anche l&#8217;archeologia, e ci ha nascosto dentro una novità assoluta, quella dell&#8217;introspezione, della nevrosi, della psiche, anche più aggressivi di quanto non lo siano nella trasposizione tradizionale. E il cinema in questa rappresentazione è esploso. Fonde il teatro con il cinema&#8221;.</p>
<p>&#8220;Eduardo non solo è un punto di riferimento letterario e teatrale, ma ha anche rappresentato il mondo così come lo conosciamo, ha rappresentato i rapporti familiari con un paradigma, una sintesi che può essere un punto di riferimento&#8221;: così il regista De Angelis, che ha aggiunto che il &#8220;vero patrimonio sono i testi che ci ha lasciato, sono un tesoro all&#8217;interno del quale più si scava più emergono materiali preziosi, che si possono usare, spendere nel teatro della vita&#8221;.</p>
<p>&#8220;Eduardo &#8211; ha affermato De Angelis rispondendo ad una domanda sul lavoro sulla sceneggiatura &#8211; ha costruito una lingua che è un paradigma: all&#8217;interno di questo paradigma si possono creare nuove battute, scritte in ottemperanza al rispetto delle regole di questo paradigma. I cultori di Eduardo si divertiranno a trovarle. Battute scritte anche da Castellitto che è un attore/autore e che ho pensato che si potessero inserire con le note di <strong>Enzo Avitabile</strong>&#8220;, autore delle musiche. &#8220;Abbiamo utilizzato &#8211; ha spiegato De Angelis &#8211; strumenti nuovi, differenti, in un&#8217;idea di rarefazione: strumenti che potessero fare uscire il testo, come l&#8217;ocarina, strumento molto dolce. Ogni nota è originale&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Penso che Eduardo avrebbe apprezzato il rispetto, ma anche il tradimento&#8221;,</strong> ha chiosato il regista.</p>
<p>Presente alla conferenza anche <strong>Adriano Pantaleo</strong> (già interprete di un&#8217;altra riduzione cinematografica di un testo eduardiano, ovvero &#8220;Il sindaco del rione sanità&#8221;), che vestirà i panni di Tommasino: &#8220;per un attore napoletano giovane è &#8220;il ruolo&#8221;, per me è un Amleto, mi sono sentito onorato e anche responsabilizzato. L&#8217;ho fatto tenendo dentro una tradizione, ma ho cercato anche di metterla da parte, guidato da Edoardo a metterci del mio, del nostro: è venuto fuori un Tommasino che ha delle sfumature un po&#8217; diverse, soprattutto nel rapporto padre-figlio&#8221;. Anche <strong>Pina Turco</strong>, interprete del ruolo cruciale della figlia Ninuccia, ha parlato del suo personaggio, che è stato portato in scena anche da Lina Sastri: &#8220;un&#8217;interpretazione storica, artista immensa: ho cercato di utilizzare le mie risorse per omaggiare Eduardo e l&#8217;immensa Sastri&#8221;. Nel cast, anche un&#8217;altra straordinaria attrice come <strong>Marina Confalone</strong> e altri importanti nomi del teatro e del cinema come <strong>Tony Laudadio, Alessio Lapice, Antonio Milo.</strong></p>
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		<title>Successo internazionale per il regista campano Luigi Scarpa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 13:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Abenavoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Scarpa]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il talento campano Luigi Scarpa trionfa ai più prestigiosi festival internazionali, organizzati sul web da Londra fino a Hollywood a causa della pandemia e dedicati ai film dell’orrore, con il suo primo cortometraggio horror &#8220;Malum Aeterni&#8221;. &#8220;Girato nel 2019, lo short movie è un omaggio a Gioi, paese d’origine del filmmaker, in provincia di Salerno. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il talento campano <strong>Luigi Scarpa</strong> trionfa ai più prestigiosi festival internazionali, organizzati sul web da Londra fino a Hollywood a causa della pandemia e dedicati ai film dell’orrore, con il suo primo cortometraggio horror &#8220;<strong>Malum Aeterni&#8221;</strong>. &#8220;Girato nel 2019, lo short movie è un omaggio a Gioi, paese d’origine del filmmaker, in provincia di <strong>Salerno</strong>. Ispirazioni che richiamano “Shining” del 1980 di Stanley Kubrick con Jack Nicholson e “The Ring”, diretto nel 2002 da Gore Verbinski con Naomi Watts, nella sceneggiatura della pellicola che predilige la narrazione visiva per immagini ai dialoghi degli interpreti. Notte, buio, luna piena. Un’auto attraversa le tortuose strade di un paesino di montagna. Un incontro rompe il silenzio di quel luogo, cambiando per sempre il destino di Luca. Un terrificante e breve viaggio on the road in cui un passato sconosciuto e inquietante si manifesta davanti al protagonista, sino al tragico epilogo che gli ruberà l’anima.</p>
<p>Le riprese si sono svolte nel cuore del <strong>Parco Nazionale del Cilento</strong> dove si tramanda la leggenda popolare tradotta nell’opera prima di Scarpa. «Ho sempre creduto nel potere delle immagini. Da ragazzino ascoltavo una leggenda popolare legata al mio paese di origine. L’ho sempre immaginata in termini visivi e, da grande, ho voluto raccontarla nel mio primo cortometraggio horror: Malum Aeterni», spiega il regista che quest’anno, oltre ad essere stato selezionato in diversi contest di settore, ha vinto numerosi riconoscimenti alle kermesse cinematografiche mondiali del genere horror. Tra i principali premi il Best Horror Moment all’Unrestricted View Horror Film Festival 2020, il Best Fantasy e il Best Special Make-up all’Hollywood Blood Horror Festival, il Creepy Production Design al Creepy Tree Film Festival, il Best Horror Short of the Month al Monthly Indie Shorts, il Best Short Film Trailer al GIMFA (Gralha International Monthly Film Awards) e il Best Horror all’Andromeda Film Festival. Dopo aver lasciato la sua terra all’età di 19 anni, Scarpa intraprende il percorso professionale dietro la cinepresa. Si trasferisce a Milano e sta già lavorando al nuovo corto horror &#8220;Sībĭlum&#8221;, un incubo ad occhi aperti giocato sul rapporto madre &#8211; figlia in un’atmosfera angosciante e piena di suspense grazie ad un adeguato mix di suoni, musiche, ambiente e disperazione. Rimasto incustodito, accanto ad altri giocattoli c’è un classico medicinale per gli asmatici&#8230;Un terribile sogno che anticipa, profetico, quanto accadrà nella realtà&#8221;.</p>
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